Coldiretti e Impresa Pesca per la trasparenza

“Agricoltori e pescatori sono uniti dalla comune esigenza di una etichettatura obbligatoria per tutti i prodotti agroalimentari, sia di terra che di mare, dal luogo di origine sino alla tavola del consumatore. E’ una necessità che torna prepotentemente di attualità ogni qualvolta le autorità di controllo e vigilanza scoprono qualcosa che non funziona, ma molto purtroppo rimane nell’ombra, a scapito della trasparenza, della correttezza commerciale ed a volte anche della salute dell’ignaro acquirente”. Mauro Tonello, presidente di Coldiretti Ferrara e vice presidente nazionale, evidenzia dopo la scoperta dei totani scongelati e “rimessi a nuovo” anche con l’uso di prodotti chimici e artifici vari in una struttura a Goro, quanta strada ancora vi sia da percorrere per ridare una identità a ciò che portiamo in tavola ogni giorno e che spesso non è esattamente quello che avremmo voluto acquistare e mangiare.
L’inganno corre sul filo della denominazione e dell’utilizzo di prodotti che non dovendo dichiarare l’origine dell’azienda agricola o dell’allevamento, spesso diventano italiani, magari anche con marchi famosi, solo per essere stati lavorati e impachettati in qualche stabilimento nazionale.
“Se pensiamo che solo in Emilia-Romagna vengono importati e lavorati 147 mila tonnellate di pesce e molluschi esteri a fronte di un pescato di circa 27 mila tonnellate – continua Tonello – è evidente che non ci si può illudere di consumare sempre prodotto italiano o regionale, né andando in pescheria, né soprattutto al ristorante. Ed in una regione come la nostra, meta di un turismo importante, la mancata trasparenza si riflette anche in un inganno, non sempre inconsapevole, che può avere anche conseguenze spiacevoli”.
Coldiretti di fronte a notizie come quella evidenziata dalla stampa locale non può che ribadire la assoluta necessità di applicare con rigore le norme in materia di etichettatura laddove già esistono (frutta e verdura fresca, carne bovina, uova, olio d’oliva, pesce e molluschi), compresi i controlli e le sanzioni in caso di mancanza del cartellino con l’origine correttamente indicata, di estenderla a tutti i prodotti agro alimentari e di trovare il modo di poter conoscere l’origine degli alimenti anche nella fase finale, al ristorante o in trattoria, per completare un’informazione che oltre ad evidenziare il valore e la qualità delle produzioni made in Italy o territoriali, consente di controllare maggiormente il “giro” dei prodotti taroccati e spacciati per qualcosa di maggior valore.
“Altra cosa importante – chiude Tonello – è che si facciano i nomi delle aziende coinvolte in casi come quello di Goro: si corre il rischio che il sospetto ricada anche su chi lavora più che correttamente e che ne risentano i consumi in generale”.

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