Coldiretti E-R, bene Regione su latte e Parmigiano Reggiano

bovini latte 1 Coldiretti Emilia Romagna esprime soddisfazione per l’impegno dell’Assemblea Legislativa regionale che ha approvato all’unanimità ben quattro mozioni a difesa del made in Italy e in particolare del latte e della filiera lattiero-caseario, con l’accento sulla necessità di combattere la contraffazione di prodotti di eccellenza come il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano.

Dopo la nostra mobilitazione sul latte e sul Parmigiano Reggiano – ricorda Coldiretti Emilia Romagna – in Assemblea Legislativa sono state presentate quattro risoluzioni, una firmata da Galeazzo Bignami (primo firmatario) di Forza Italia, Gianni Bessi, Paolo Calvano, e Manuela Rontini del Pd, Giulia Gibertoni di M5S e Alan Fabbri (Lega) cui si sono aggiunti Enrico Aimi (Fi) e Tommaso Foti (Fdi), una risoluzione della Lega Nord, una del Movimento 5 stelle e una di Tommaso Foti (Fdi), tutte approvate all’unanimità. Le risoluzioni impegnano la Giunta regionale a promuovere iniziative e sollecitare le istituzioni per la valorizzazione del latte italiano, combattere la contraffazione, garantire l’etichettatura d’origine per prodotti come il latte Uht, assicurare la trasparenza della filiera, ripristinando l’obbligo di indicare in etichetta lo stabilimento di produzione del latte, assicurare l’equa redistribuzione del reddito lungo tutta la filiera.

Quella dell’Assemblea legislativa – commenta Coldiretti Emilia Romagna – è la dimostrazione di un impegno a sostegno degli allevatori emiliano romagnoli e italiani sotto attacco del furto di valore che vede sottopagato il latte alla stalla senza alcun beneficio per i consumatori, ma anche degli inganni con il commercio di latte e formaggi provenienti da chissà quale parte del mondo ma spacciati come italiani. In Emilia Romagna nel 2014, 3.700 stalle hanno prodotto nel 2014 18,7 milioni di quintali di latte mentre le importazioni hanno raggiunto circa 12 milioni di quintali. Una situazione che rischia di precipitare nel 2015 perché il prezzo riconosciuto agli allevatori – denuncia Coldiretti Emilia Romagna – non copre neanche i costi di produzione mentre le aziende dovranno confrontarsi anche con la fine del regime europeo delle quote latte, terminato il 31 marzo scorso, dopo oltre trenta anni.

Difendere il nostro latte – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – significa difendere un sistema che in Emilia Romagna garantisce 20 mila posti di lavoro e una produzione lorda vendibile di mille milioni di euro. La chiusura di una stalla non significa però solo perdita di lavoro e di reddito – ricorda Coldiretti Emilia Romagna – ma anche un danno perché il 50 per cento degli allevamenti si trova in zone montane e svantaggiate e svolge un ruolo insostituibile di presidio del territorio.

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