Coldiretti E-R: la mobilitazione continua. E’ la volta degli allevatori


E’ l’ora della mobilitazione per i soci di Coldiretti Emilia Romagna, la maggiore organizzazione agricola regionale. Se in Romagna sono già entrate in azione le “ronde gialle” della frutta, che in provincia di Ravenna e nel forlivese hanno controllato mercati tradizionali, super e ipermercati per verificare provenienza, qualità e prezzi, in Emilia si preparano a scendere in campo gli allevatori, soprattutto del settore suinicolo, sotto scacco per una concorrenza senza quartiere di prodotti d’importazione di dubbia qualità.
“I produttori agricoli – ha detto il presidente regionale di Coldiretti, Mauro Tonello – hanno iniziato una campagna estiva all’insegna dell’incertezza, con l’ortofrutta che sta pagando sia gli effetti del batterio killer sia le temperature più basse della media stagionale. Il tutto aggravato da una situazione di poca trasparenza del mercato perché la grande distribuzione agisce quasi in regime di monopolio e scarica sull’agricoltura le sue inefficienze, pagando a lunghissima scadenza i produttori e riversando su di loro anche le vendite sottocosto. Con la conseguenza che oggi all’azienda agricola resta il 17% del prezzo finale del prodotto, mentre all’industria di trasformazione tocca il 23% e alla distribuzione commerciale il 60%. E chiaro che servono regole diverse per una redistribuzione più equa del valore”.
Per quanto riguarda la suinicoltura, Coldiretti ricorda che da troppo tempo attraversa una crisi in cui il prodotto nazionale si perde nel fiume delle importazioni. “Basti pensare – afferma Tonello – che di fronte a 25 milioni di cosce di maiale prodotte in Italia, ne arrivano 55 milioni dall’estero. Abbiamo lanciato perciò la mobilitazione, con l’obiettivo di denunciare situazioni di poca chiarezza sull’origine dei prodotti e nello stesso tempo sensibilizzare i cittadini a consumare prodotto italiano e di stagione”.
Per il settore ortofrutticolo, dopo Ravenna e Forlì, le ronde gialle si apprestano ad entrare in azione la prossima settimana anche a Cesena e Rimini. Per il settore delle carni e degli allevamenti, entro fine mese, gli uomini in giallo di Coldiretti presidieranno mercati e supermercati a Modena, Parma, Reggio Emilia.
Sul bilancio delle aziende agricole – rileva Coldiretti – pesano l’aumento dei costi di produzione, che solo nel primo trimestre del 2011 è stato del 5%, con punte del 17% dei mangimi, e il calo dei prezzi pagati all’agricoltore.
La situazione è diventata insostenibile, anche perché nei mercati tradizionali e nella grande distribuzione – come hanno rilevato le ronde gialle – si assiste ormai ad una invasione di prodotti ortofrutticoli di scadente qualità, magari in anticipo sulla produzione nazionale e locale, che finisce per rovinare il mercato ai prodotti migliori.
Situazione analoga sul fronte degli allevamenti suinicoli, con l’aggravante che, al contrario dell’ortofrutta fresca, non è obbligatoria l’etichettatura d’origine della carne. La mancanza di regole per la trasparenza dell’informazione non consente di distinguere il prodotto nazionale da quello importato, per cui è facile imbattersi in prosciutti “Nostrani” o “di Montagna” o “del contadino”, magari con tanto di bandierina italiana, proveniente però dall’estero, come è emerso chiaramente dal presidio Coldiretti del Brennero nel 2010.

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