Coldiretti raccoglie firme per pizza Patrimonio Unesco

pizza2Riconosciuta ufficialmente dall’Unione europea già dal 4 febbraio 2010 come specialità tradizionale garantita, la pizza napoletana è un emblema della ricchezza gastronomica italiana diffusa in tutto il mondo. Per questo Coldiretti ha promosso una campagna insieme alla Fondazione Univerde e all’associazione Pizzaiuoli Napoletani per il riconoscimento dell’arte della pizza come patrimonio culturale e materiale dell’umanità da parte dell’Unesco. Lo ricorda Coldiretti Emilia Romagna che ha lanciato una raccolta firme su tutto il territorio regionale per sostenere l’iscrizione nella prestigiosa lista anche per fare definitivamente chiarezza sull’origine italiana degli ingredienti e sulle modalità di preparazione per garantire le condizioni igienico-sanitarie ottimali.
Fino al 20 dicembre 2014, nei 143 mercati e nelle 30 botteghe italiane di Campagna Amica presenti sul territorio dell’Emilia Romagna, sarà possibile per tutti i cittadini firmare la petizione per sostenere il riconoscimento Unesco.
L’obiettivo – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – è garantire pizze realizzate a regola d’arte con prodotti genuini, provenienti esclusivamente dall’agricoltura italiana e combattere anche il rischio dell’agro-pirateria alimentare a livello internazionale e dell’appropriazione indebita di identità. Un rischio diffuso all’estero e un’occasione per fare chiarezza anche in Italia dove quasi due pizze su tre (63 per cento) sono ottenute da un mix di farina, pomodoro, mozzarelle e olio provenienti da migliaia di chilometri di distanza senza alcuna indicazione per i consumatori. Troppo spesso viene servito un prodotto preparato – spiega Coldiretti Emilia Romagna – con mozzarelle ottenute non dal latte, ma da semilavorati industriali, le cosiddette cagliate, provenienti dall’est Europa, pomodoro cinese o americano invece di quello nostrano, olio di oliva tunisino e spagnolo o addirittura olio di semi al posto dell’extravergine italiano e farina francese, tedesca o ucraina che sostituisce quella ottenuta dal grano nazionale.
In Italia sono stati importati nel 2013 – spiega Coldiretti Emilia Romagna – ben 481 milioni di chili di olio di oliva e sansa, oltre 80 milioni di chili di cagliate per mozzarelle, 105 milioni di chili di concentrato di pomodoro dei quali 58 milioni dagli Usa e 29 milioni dalla Cina e 3,6 miliardi di chili di grano tenero con una tendenza all’aumento del 20 per cento nei primi due mesi del 2014. Un fiume di materia prima che – sostiene Coldiretti Emilia Romagna – ha purtroppo compromesso notevolmente l’originalità tricolore del prodotto servito nelle 50mila pizzerie presenti in Italia che generano un fatturato stimato di 10 miliardi, ma non offrono alcuna garanzia al consumatore sulla provenienza degli ingredienti utilizzati.
“Il riconoscimento dell’Unesco avrebbe un valore straordinario per l’Italia che è il Paese dove più radicata è la cultura alimentare e la pizza rappresenta un simbolo dell’identità nazionale”, ha affermato il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello, nel sottolineare che “è chiaro che garantire l’origine nazionale degli ingredienti e le modalità di lavorazione significa difendere un pezzo della nostra storia, ma anche la sua distintività nei confronti della concorrenza sleale”.

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