Coldiretti, in Italia il lavoro in agricoltura costa il doppio di Francia e Spagna

patateIn Italia il costo del lavoro in agricoltura, inteso come oneri contributivi ed assicurativi è pari a piu’ del doppio dei Paesi europei direttamente concorrenti come Francia e Spagna. E’ quanto emerge dalla prima analisi “Lavoro giovanile in agricoltura nel 2016” effettuata dalla Coldiretti su dati Istat relativi al primo trimestre dell’anno, diffusa in occasione dell’accordo Coldiretti, Ministero del Lavoro e Google su “Crescere in digitale” con la presenza del presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo e di Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro.

Il settore agricolo – sottolinea la Coldiretti – è caratterizzato dalla forte stagionalità delle attività e conseguentemente la stragrande maggioranza delle imprese agricole utilizza lavoratori stagionali. Per questo – continua la Coldiretti – in Francia e Spagna, ma anche in Germania e Olanda, sono stati previsti trattamenti contributivi particolarmente agevolati per i lavoratori stagionali al fine di contenere il costo del lavoro e permettere alle loro imprese agricole di vedere a prezzi fortemente concorrenziali proprio con quelli italiani.

In Italia si stimano oltre 300.000 lavoratori stagionali che effettuano rapporti di lavoro di breve durata e comunque inferiori a 50 giornate nell’anno dei quali circa un terzo nelle regioni del Centro-nord che non godono di nessuna agevolazione. Occorre pertanto – chiede la Coldiretti – un intervento che in queste regioni preveda una contribuzione mirata per i lavoratori stagionali e di breve durata che consenta alle imprese agricole di competere a armi pari con i competitor europei.
 
A pesare sulle imprese agricole – continua la Coldiretti – sono anche gli oneri burocratici che sottraggono al lavoro nei campi almeno 100 giornate l’anno per adempiere a tutti gli atti richiesti dalla Pubblica Amministrazione. Occorre impegnarsi sulla semplificazione favorendo la comunicazione all’interno della Pubblica Amministrazione mentre non sono accettabili alcuni interventi legislativi in discussione in Parlamento che vogliono introdurre l’Uniemens anche in agricoltura che, di fatto, triplica gli attuali adempimenti burocrati per le denunce contributive.
 
Per essere concreti a favore della semplificazione vale la pena di ricordare – rileva la Coldiretti – che dal primo gennaio 2017 sarà obbligatorio inviare il Libro unico del Lavoro (la vecchia busta paga) per via telematica al Ministero del Lavoro che contiene tutte le informazioni necessarie per l’Inps, l’agenzia delle Entrate e per i lavoratori e si potrebbe quindi evitare di inviare ogni trimestre le denunce in quanto sia Inps che lavoratore hanno in mano le informazioni necessarie, evitare di rilasciare la CU (Certificazione Unica) in quanto tutte le informazioni sono state date ogni mese, evitare di inviare il 770 sempre perché le informazioni sono state date ogni mese.
 
“L’agricoltura è il settore che fa segnare il maggior aumento delle ore lavorate con un incremento record del 5,8% annuale nel primo trimestre del 2016 che è praticamente il triplo di quello medio fatto registrare per l’intera economia”, ha concluso Roberto Moncalvo nel sottolineare che “bisogna incentivare questo trend positivo che conferma la dinamicità del settore e l’impegno per la legalità nonostante le difficoltà che si stanno registrando sul mercato dove i compensi riconosciuti agli agricoltori sono in molti casi al di sotto dei costi di produzione”.

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