Coldiretti in postazione al Brennero

Tra ieri sera e stamattina sono già arrivati al Brennero i 600 allevatori e coltivatori provenienti da Bologna, Ferrara, Parma e Ravenna che si sono uniti alle migliaia di produttori che dalle prime ore della mattina hanno invaso la frontiera del Brennero tra Italia e Austria per la mobilitazione promossa dalla Coldiretti dopo lo scandalo della mozzarella blu contaminata prodotta in Germania e venduta in tutta Europa con nomi italiani. La vicenda “mozzarella blu” è stata la goccia che ha fatto traboccare un vaso pieno di prodotti alimentari stranieri di scarsa qualità spacciati come Made in Italy, a danno dei consumatori e dei coltivatori che chiedono di fare definitivamente chiarezza.Nel piazzale scelto come campo base all’area di parcheggio “Brennero” al km 1 dell’autostrada del Brennero – direzione sud (Austria-Italia) – ci sono trattori e un centinaio di pullman che, nella notte, hanno già portato al valico gli imprenditori agricoli provenienti da tutta Italia. Oltre a Emilia Romagna ci sono produttori da Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli, Trentino, Toscana, Umbria, Marche, Puglia e Calabria, mentre si attendono nel pomeriggio tra gli altri Abruzzo, Lazio, Campania e Basilicata. Oltre ai pullman sono presenti alcuni trattori, una ventina di camper e numerosi furgoni che hanno portato prodotti tipici dalle diverse regioni per il vettovagliamento. Agli allevatori delle province emiliano romagnole già presenti, subentreranno oggi pomeriggio quelli provenienti da Forlì, Rimini, Piacenza e Reggio Emilia.Gli allevatori e i coltivatori si sono schierati attorno al tracciato stradale, con la presenza dei carabinieri dei Nas, delle guardie di finanza e delle forze di polizia, hanno iniziato a verificare i camion per sapere cosa arriva e dove va a finire mentre sono sollevati cartelli, indirizzati agli automobilisti in transito, per chiedere di sostenere la proposta di etichettatura obbligatoria dei prodotti alimentari. Sono centinaia le bandiere Coldiretti, striscioni e cartelli. E’ già giunto alla frontiera anche il presidente della Coldiretti Sergio Marini. L’obiettivo è scoprire il “finto Made in Italy” trasportato sui camion che passate le frontiere sono seguiti con auto “civetta” fino a destinazione.

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