Coldiretti: nel Decreto Svilippo modifiche all’applicazione della direttiva nitrati

E’ stata salvata circa 1/3 della produzione nazionale di prosciutti e formaggi Made in Italy a denominazione di origine, dal Parmigiano al Grana dal prosciutto di Parma a quello San Daniele, grazie all’accoglimento della nostra proposta di modifica dei criteri di applicazione della Direttiva nitrati. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare positivamente l’approvazione con il decreto sviluppo dello schema di accordo per l’aggiornamento delle zone vulnerabili e l’adeguamento dei programmi di azione previsti dalla direttiva nitrati. L’approvazione è un passo determinante per salvare gli allevamenti italiani e continuare ad assicurare la produzione di salumi e formaggi Made in Italy. Il provvedimento dispone “la revisione delle zone vulnerabili da nitrati di origine agricola, prevedendo al contempo, nelle more dell’audizione della nuova mappa, e comunque per non più di un anno, che nelle attuali zone vulnerabili da nitrati si applichino le disposizioni previste per le zone non vulnerabili”. In pratica si riconoscono le buone ragioni portate avanti dalla Coldiretti per la gestione di un problema la cui origine è molto più diversificata rispetto a quella agricola, ma che se non si fosse intervenuti rischiava di mettere in ginocchio la zootecnia del nord Italia (Veneto, Lombardia, Piemonte, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna) con migliaia di aziende destinate a chiudere, con conseguente perdita di posti di lavoro e di produzioni Made in Italy a favore di quelle di altri paesi europei. Ma adesso si può riaprire la porta della speranza e scrivere nuove regole che – conclude la Coldiretti – tengano conto di una realtà molto più complessa e variegata, dagli scarichi urbani al peso delle industrie, di quella disegnata fino a oggi.
“E’ un passaggio importante anche per la nostra provincia – commenta il presidente di Coldiretti Ferrara, Sergio Gulinelli – che pur in assenza o quasi di allevamenti, si è trovata classificata come zona particolarmente sensibile e vulnerabile ai nitrati e quindi con norme stringenti per le imprese agricole e complicazioni burocratiche non di poco conto. La revisione e l’adeguamento dei programmi di azione, in relazione a nuovi criteri oggettivi delle caratteristiche dei terreni, sono questioni oltre che di buon senso, anche di recepimento di un lavoro svolto nel tempo e con convinzione per evitare il più possibile di condizionare negativamente l’ordinaria attività delle aziende agricole ferraresi, in particolare di quelle più dinamiche e produttive.”

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