Coldiretti: piattaforma per salvare il settore ovicaprino

Prevede interventi congiunturali per affrontare la gravissima emergenza delle aziende ovicaprine (di cui oltre 12mila in Sardegna) e anche di carattere strutturale, il progetto di piattaforma per il rilancio e lo sviluppo del settore presentato stamani a Cagliari nell’affollata assemblea organizzata da Coldiretti, alla presenza del presenza del presidente nazionale Sergio Marini.
“Il prezzo del latte ovino e’ troppo basso e copre appena il 50% dei costi di produzione”, ha ricordato Marini accolto nel piazzale dei Centomila da una trentina di trattori provenienti dalle campagne del Campidano e da centinaia di pastori con le bandiere gialle e verdi della Coldiretti che poi si sono radunati nella sala conferenze del vicino hotel Mediterraneo.
“Abbiamo scelto la Sardegna per presentare la bozza della piattaforma che sara’ discussa il 30 agosto con il ministro delle politiche agricole Galan proprio perche’ e’ la regione che rappresenta circa il 60% del settore ovicaprino”, ha spiegato Marini. “Come tale, l’isola risente maggiormente della progressiva perdita di redditivita’ degli allevamenti”.
In sostanza, e’ il mercato del latte ovino sardo a fare il prezzo, anche se e’ quello in cui i produttori sono i piu’ deboli, in quanto sono molti piu’ numerosi rispetto ai pochi trasformatori e industriali del formaggio. Secondo la piattaforma Coldiretti i produttori devono costruire una filiera che elimini le intermediazioni e consenta il rapporto diretto con il mercato e consumatori. Ministero e Regioni, in particolare Sardegna e Lazio dovrebbero stanziare 25 milioni di euro – si legge nel documento Coldiretti – per ritirare dal mercato le eccedenze di pecorino romano: nell’isola, secondo dati degli industriali, nei magazzini giacciono oltre 100mila quintali di pecorino invenduto. Altro intervento di emergenza richiesto riguarda la sottoscrizione di un accordo di almeno due anni tra produttori e acquirenti per ristabilire un’equa distribuzione del valore aggiunto e una reale copertura dei costi di produzione. Al momento il prezzo del latte ovino riconosciuto agli allevatori si aggira intorno ai 60 centesimi al litro, a fronte di costi di produzione che superano l’euro.
Tra gli interventi di emergenza proposti dalla Coldiretti figurano, inoltre, la ristrutturazione dei debiti delle aziende, sia bancari che previdenziali e il ripristino degli sgravi contributivi nelle zone svantaggiate. In particolare l’organizzazione di categoria sollecita il ricorso nelle regioni interessate al sistema de minimis che, data la crisi economica e’ stato elevato dall’Unione Europea, in via temporanea, a 15mila euro, da utilizzare entro il 31 dicembre di quest’anno. Il documento sollecita anche un nuovo piano ambientale di mantenimento della produzione ovina da finanziare attraverso una nuova modulazione del Piano di sviluppo rurale (Psr), prevedendo un incremento delle indennita’ compensative e la reintroduzione delle misure per il benessere animale. In particolare per la Sardegna., Coldiretti ritiene indispensabile un ulteriore impegno della regione orientato a liquidare le domande di pagamento ancora giacenti, in vista della costituzione di un organo pagatore regionale. Sempre tra le misure congiunturali, l’organizzazione di categoria indica l’istituzione di un tavolo tra regioni interessate (Sardegna, Sicilia, Lazio e Toscana) e il ministero per le Politiche Agricole per la verifica e il controllo costante del corretto funzionamento delle associazioni di produttori e di quelle comuni riconosciute, e sistemi certificati di tracciabilita’ del latte, con l’istituzione di un osservatorio per il monitoraggio dei flussi di prodotto con la collaborazione dei carabinieri del Nas e dell’Agenzia delle Dogane. Gli interventi strutturali proposti puntano invece a costituire “una filiera ovicaprina tutta agricola e italiana”, anche attraverso la rimodulazione dei Psr delle regioni interessate. (AGI)

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