Coldiretti, pieno sostegno a “Patto per l’agricoltura” preso dai ministri

palalottomatica_2013_1Gli impegni presi dal Ministro delle Politiche Agricole Nunzia De Girolamo nel patto per l’agricoltura davanti ai 15mila agricoltori presenti all’Assemblea della Coldiretti trovano il nostro pieno sostegno, perché li reputiamo fondamentali per l’agricoltura italiana. E’ quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini. Dire no agli Ogm in Italia per valorizzare la biodiversità – ha sottolineato – è stata una tesi sostenuta da tutti e tre i ministri interessati alla firma della clausola di salvaguardia per vietare la coltivazione di Organismi geneticamente modificati, dal Ministro delle Politiche Agricole De Girolamo a quello della Salute Beatrice Lorenzin che tra l’altro ha annunciato l’intenzione di “presentare presto in Parlamento un disegno di legge per valorizzare il ‘km zero’”, fino a quello all’Ambiente Andrea Orlando il quale ha affermato “noi non vogliamo gli Ogm perche non vogliamo che il nostro paese diventi troppo simile o uguale ad altri paesi”. L’abolizione dell’Imu agricola rappresenta – ha continuato Marini – un vero riconoscimento del ruolo ambientale, sociale e culturale del nostro settore agricolo, il riconoscimento di quei beni comuni che l’agricoltura produce e che nessuno paga, il riconoscimento di beni strumentali che nullahanno a che vedere con una tassa che dovrebbe intaccare i patrimoni. La semplificazione della burocrazia nel comparto sostenuta anche dal Ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato e della Salute Beatrice Lorenzin è – ha precisato Marini – una priorità perché troppo spesso siamo abituati a semplificazioni e poi a semplificazioni delle semplificazioni che portano infine a delle complicazioni ingestibili”. Premiare gli agricoltori attivi ovvero quelli che vivono di agricoltura dopo il bel lavoro fatto dal Parlamento europeo e dal Presidente della Commissione agricoltura Paolo De Castro diventa oggi una possibilità degli Stati membri e – ha affermato Marini – non possiamo perdere questa occasione. L’internazionalizzazione vuol dire portare nel mondo l’Italia ma un’Italia vera al 100 per 100 e a tal riguardo apprezziamo l’incoraggiamento del Ministro Zanonato che ha evidenziato che “l’agricoltura è un settore della nostra attività economica che funziona meglio in questo momento e crea occupazione”, sottolineando inoltre il valore di un’iniziativa come quella del marchio Fai, che garantisce prodotti firmati dagli agricoltori italiani. “E’ fondamentale – ha chiosato Zanonato – che questo marchio si affermi con grande efficacia”.
“Di fronte a questi impegni, che sono stati molto chiari – commenta il presidente di Coldiretti Ferrara, Sergio Gulinelli, presente all’assemblea nazionale assieme ad una folta rappresentanza di associati ferraresi – ci attendiamo una consequenzialità, ovvero decreti e norme che traducano in concretezza quanto affermato e sottoscritto in presenza di quasi ventimila persone al Palalottomatica. Come sempre abbiamo ricevuto una carica positiva da questa assemblea, abbiamo sempre più la consapevolezza di costruire un percorso vero, un progetto che aggiunge di giorno in giorno tasselli per costruire quello sviluppo sostenibile che Coldiretti da anni ha posto come obiettivo necessario e fattibile per il nostro Paese. Io, come tutti i soci presenti, – chiude Gulinelli – sono tornato con sentimenti molto positivi dall’incontro nazionale. La grande convinzione e capacità del presidente nazionale Sergio Marini e dell’intera giunta nazionale, testimonia quanto Coldiretti abbia innestato una marcia in più nel panorama della rappresentanza non solo economica, in Italia. I contributi degli ospiti (Trefiletti per Federconsumatori, Arbore per la Lega del Filo d’Oro, Albertazzi per il gruppo della GDO IPER, Caselli per la procura di Torino), tutti molto applauditi, confermano la sintonia tra Coldiretti e la società, nel rispetto dei rispettivi ruoli, ma con obiettivi condivisi di equità, di etica, di trasparenza, di legalità, di innovatività, di socialità, nel segno di tutti quei cittadini italiani che vogliono poter cambiare le cose e salvaguardare il fondamento del nostro modo d’essere, del vero made in Italy, della nostra distintività che deve divenire il nostro “petrolio”, la nostra fonte di ricchezza in tutti gli ambiti, produttivi, ambientali, sociali, culturali. Ora come è stato più volte sottolineato si tratta di accelerare, di non aspettare chissà cosa, ma di fare, e non di fare le cose più semplici, quanto di fare le cose giuste e necessarie”.

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