Coldiretti: rinviare tributi e tasse

Oltre al rinvio dell’IMU per chi è stato colpito dal sisma di domenica notte, Coldiretti al governo il rinvio anche delle altre tasse ed imposte che dovrebbero essere pagate nei prossimi giorni. Ancora difficile la conta dei danni, continuano le scosse.Oltre all’Imu entro giugno le aziende agricole dovranno pagare l’Iva, l’acconto 2012 e il saldo dell’Irpef o dell’Ires, l’Irap, i contributi Inps per un totale stimato di almeno 150 milioni di euro per le sole aziende agricole ai quali si aggiungono le rate di mutui e prestiti. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulle tasse e su debiti in scadenza per le aziende agricole situate nelle zone del terremoto dopo che il presidente del Consiglio Mario Monti ha annunciato il suo proposito di rinviare solo il pagamento dell’Imu per le abitazioni e gli stabilimenti industriali che saranno dichiarati inagibili. Il terremoto oltre ad avere provocato danni diretti alle imprese ha di fatto bloccato l’attività economica di molte aziende agricole che sono – sottolinea la Coldiretti – il fulcro di un sistema produttivo che ha dato origine ed alimenta la Food valley italiana dalla quale partono verso l’Italia ed il resto del mondo le piu’ prestigiose produzioni agroalimentari nazionali, dal Parmigiano Reggiano all’aceto balsamico di Modena, dal prosciutto di Parma fino al Lambrusco. Nelle sole province di Ferrara, Modena e Mantova si realizza – conclude la Coldiretti – il 5 per cento del valore della produzione agricola nazionale.
Ha intanto preso il via il difficile lavoro di mappatura dei danni subiti, necessario a fotografare la situazione per imprese agricole, artigianali ed industriali, oltre che per le stesse famiglie, a decine costrette a ricoveri di fortuna, con il susseguirsi di ulteriori scosse che continuano a martellare il territorio e complicare le operazioni di verifica della stabilità ed agibilità di abitazioni e siti produttivi. I tecnici di Coldiretti hanno visitato le imprese associate più colpite, rilevando danni la cui entità sarà davvero possibile misurare solo con l’ausilio di esperti ma che presenta in prima battuta aspetti realmente preoccupanti.“Le nostre prime stime, seppur parziali ed anche empiriche, stante la difficoltà di valutare appieno i danni struttuali ai fabbricati, ci portano ad esprimere un valore di danni, per le sole nostre imprese e per i fabbricati strumentali, nell’intero areale di circa 20 milioni di euro – racconta Thomas Serafini, segretario della Zona colpita – ma siamo agli inizi delle nostre ricognizioni, nel corso delle quali stiamo anche predisponendo le notifiche secondo la traccia della Provincia ai fini di eventuali interventi del Fondo di Solidarietà o di altri strumenti che già nelle prossime ore saranno in discussione in Regione e con il Governo nazionale”.
Tra gli interventi possibili anche quelli legati al credito, con la proposta che sarà formalizzati nei prossimi giorni di un intervento coordinato dai Consorzi di Garanzia Fidi, con garanzie e stanziamenti straordinari per le imprese più colpite, in modo da consentire al più presto la ripresa dell’attività.

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