Coldiretti Rovigo: dalle banche più apertura ai giovani

“Siamo un Paese vecchio, strutturato come una Nazione vecchia, che mette in difficolta’ i giovani che hanno idee imprenditoriali e questo si vede maggiormente in agricoltura, che e’ un settore difficile e attualmente poco appetibile e dove i giovani che decidono di investire sono molto motivati e preparati. Abbiamo un sistema bancario che non crede nei progetti dei giovani”. Cosi’ Enrico Zanellati, delegato provinciale di Coldiretti Giovani impresa Rovigo, l’associazione degli imprenditori under 30. “Esiste una forza giovane – continua Zanellati – che non vuole aiuti economici, ma chiede di poter lavorare nel rispetto di regole certe per tutti: contro la concorrenza sleale di chi abbassa i prezzi perche’ sfrutta la manodopera o perche’ acquista sottocosto o perche’ non investe in qualita’ e sicurezza; contro chi abusa del nome “made in Italy” sui prodotti agroalimentari per fingere che contengano la qualita’ del “made in Italy”. Anche noi giovani crediamo nel progetto economico Coldiretti per una “filiera agricola tutta italiana” perche’ aziona l’unica leva possibile per superare la crisi dei prezzi: la distintivita’ dei prodotti legati ai territori”. Lentezze burocratiche, difficolta’ di accesso al credito e di accesso ai terreni sono gli ostacoli principali dei giovani coltivatori, anche in Polesine. “Per investire in agricoltura bisogna veramente crederci e combattere tutti i giorni, non dico per guadagnare, ma solo per continuare a lavorare sopravvivendo alla burocrazia”, commenta Zanellati.
“Purtroppo non e’ mai cambiato niente – precisa il segretario di Giovani impresa Rovigo Romeo Boaretto – Da sempre le banche fanno credito a chi i soldi li ha gia’ oppure a chi sa in anticipo di poterli restituire, e da sempre i giovani, all’inizio della loro carriera, di soldi non ne hanno. L’accesso ai terreni, che sono lo strumento di base per partire con un’impresa agricola di qualsiasi tipo – prosegue il segretario – sia in affitto che in conduzione e’ diventato impossibile, almeno che non si possiedano dei terreni di famiglia. Pensiamo che per acquistare 10 ettari (quasi un minimo esistenziale) ci vogliono 400mila euro. Per mettere l’azienda in esercizio bisogna darle una dotazione di poche attrezzature agricole, che per quanto ridotte all’essenziale, impegnano almeno 100mila euro. Chi fa credito ad un giovane che non abbia gia’ delle proprieta’ o che non sia garantito dalle proprieta’ dei genitori?”.

(AGI) Bru

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