Coldiretti, stop agli inganni con il Consorzio Tutela Patata Dop di Bologna

Con il nuovo ruolo Consorzio di Tutela della Patata Dop di Bologna, diventa più facile il controllo sulle truffe che spacciano prodotto d’importazione per patata di Bologna. lo afferma Coldiretti Emilia Romagna esprimendo soddisfazione per il riconoscimento ufficiale del Consorzio di tutela della denominazione d’origine controllata della patata di Bologna. Con questo riconoscimento – spiega Coldiretti regionale – il Consorzio, tra le altre cose, avrà il ruolo di vigilare per salvaguardare il prodotto da abusi, atti di concorrenza sleale, contraffazioni nei confronti di chiunque, in ogni fase della produzione, trasformazione e del commercio. “In questo modo – ha detto il presidente regionale di Coldiretti, Mauro Tonello – a diventerà più difficile che si ripetano vicende come quelle denunciate in passato di patate importate a prezzi stracciati e spacciate per italiane o anche specificamente di Bologna, con l’obiettivo di ottenere guadagni illeciti sfruttando il nome e la qualità del prodotto bolognese.

Secondo il presidente di Coldiretti Bologna, Antonio Ferro, “Il riconoscimento ufficiale sarà un’arma in più nelle mani del Consorzio della Patata Dop di Bologna che già da tempo si è dotato di un sistema all’avanguardia per riconoscere l’origine della patate, basato sulle tecniche adottate dai servizi segreti americani per individuare l’origine delle partite di coca provenienti dal Sud America”. Il sistema, presentato da Coldiretti Emilia Romagna all’Expo di Milano – ricorda Coldiretti regionale – è stato voluto proprio dal Consorzio della Patata di Bologna e da Assopa, l’associazione dei produttori di patate dell’Emilia Romagna e si basa sulle analisi degli isotopi leggeri (carbonio idrogeno ed ossigeno), cha varia da zona a zona. Con un progetto sostenuto dalla Regione Emilia Romagna, Assopa per due anni ha mappato i principali areali di produzione della patata in Italia e in Europa. Il procedimento – spiega ancora Coldiretti regionale – consente di individuare il luogo di produzione delle patate con grande precisione, premettendo di individuare patate prodotte non solo in Italia, ma anche nel territorio della patata Dop di Bologna. In questo modo diventa possibile smascherare gli speculatori che spacciano patate tarocche, una pratica – spiega Coldiretti regionale – che mette in difficoltà soprattutto l’Emilia Romagna dove vengono prodotti circa 2,5 milioni di quintali di patate di cui 110 mila quintali di patata Dop di Bologna, per un valore complessivo attorno ai 50 milioni di euro. L’Italia – ricorda Coldiretti – consuma 20 milioni di quintali di patate, ma ne produce solo 14 milioni e ne importa sei milioni di cui il 50% dalla Francia.
 
 

Un Commento in “Coldiretti, stop agli inganni con il Consorzio Tutela Patata Dop di Bologna”

  • VITO FIDELIO scritto il 2 febbraio 2017 pmgiovedìThursdayEurope/Rome 12:04

    vorrei suggerire non solo a smascherare ma anche informare i media che tale confezionatore ha effettuato la truffa.
    Aggiungo il controllo bisogna farlo direttamente alle confezioni destinate alla vendita al pubblico e non nei magazzini dei confezionatori, che possono correggere il tiro.
    Tenete presente che il confezionatore può miscelare il prodotto (esempio su una confezione di kg 2 può mettere il 30% di patata di bologna dop e il 70% di altra provenienza) quindi non dovete dare via di scampo.
    Voi come primi responsabili dovete denunciare e rendere pubblica l’informazione, fare i controlli da nord a sud e non dare scampo a nessuno.
    Solo così potete avere i giusti risultati che la tecnologia vi da a disposizione.
    Nell’augurio di un buon lavoro cordiali saluti.

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