Coldiretti sul pane: consumi in giu’, prezzi in su

Crolla nel 2010 il consumo di pane che fa registrare una riduzione del 4% negli acquisti familiari un calo che dipende anche dall’aumento medio del prezzo del pane che e’ stato del 2%. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Ismea relativi al primo trimestre del 2010 e dell’osservatorio Osservaprezzi. Il prezzo medio del pane – continua la Coldiretti – raddoppia tra Napoli dove costa 1,95 euro al chilo e Venezia dove si spende 3,87 euro al chilo mostrando una forte variabilità tra le diverse città con valori che variano tra i 3,35 euro al chilo a Bologna, 2,65 euro al chilo a Palermo, 2,48 a Torino, 2,31 a Roma e 2,41 a Bari. La forte variabilità – afferma Coldiretti – è una evidente dimostrazione che l’andamento del prezzo del pane dipende solo marginalmente dal costo del grano che è fissato a livello internazionale al Chicago Board of Trade e non mostra quindi differenze tra le diverse città. Peraltro le quotazioni del grano tenero per il pane sono al minimo da venti anni su valori di appena 0,15 euro al chilo che, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati del servizio Sms consumatori del Ministero delle Politiche Agricole, diventano 2,70 euro al chilo quando diventa pane, con un aumento di quasi il 1.700 per cento dal campo alla tavola. Nella forbice dei prezzi dal grano al pane c’è abbastanza spazio per recuperare diseconomie e garantire una adeguata remunerazione agli agricoltori e a tutte le componenti della filiera senza per questo aggravare i bilanci delle famiglie – sostiene la Coldiretti – nel sottolineare che il crollo del grano oltre a non aver effetti per i consumatori rischia di mettere in crisi il futuro delle coltivazioni Made in Italy con l’aumento della importazioni e della dipendenza dall’estero.(ANSA).

3 Commenti in “Coldiretti sul pane: consumi in giu’, prezzi in su”

  • Daniele scritto il 25 maggio 2010 pmmartedìTuesdayEurope/Rome 15:18

    Provate ad andare a comprare un kilo di grano a Chicago e cercate di farvi i pane in casa.!!!! ;-)
    Forse costerà più dei 3 euro alla fine. Sul prezzo di un bene non conta solo la materia prima, ma anche tutti gli intermediari che la lavorano e che poi rendono il prodotto finale. Fino a 15/20 anni fà era più remunerativo perchè le quantità consumate erano superiori (ogni famiglia (numerosa) ne consumava circa 3/4 kg al giorno. Oggi se compriamo più di un panino al giorno è tanto. E quel panino alla fino quanto costa……..40/50 centesimi…….Proprio un cibo da ricchi!

  • Domenico scritto il 26 maggio 2010 pmmercoledìWednesdayEurope/Rome 13:27

    Presto sarà così: gli agricoltori dovranno “pagare un compenso” per seminare il grano (ormai la remunerazione è … ridicola) e le altre coltivazioni, e noi italiani “lord inglesi” senza un centesimo in tasca da far “ballar ‘na scimmia” andremo a comprare il grano (e tutto il resto) all’estero, tanto qualcuno pagherà. Con la politica spendacciona abbiamo mandato in rovina gli agricoltori, unici onesti a pagare lo scotto dell’azione truffaldina di tutta la fiiera della trasformazione dei prodotti agricoli che dalla campagna va a finire sulla tavola del consumatore finale. Vergogna!!!

  • Michele scritto il 2 giugno 2010 ammercoledìWednesdayEurope/Rome 11:31

    Buongiorno a tutti, La mia famiglia ha un panificio da oltre tre generazioni e sono pienamente d’accordo con Daniele. Come se non bastasse le liberalizzazioni nel settore della panificazione non hanno fatto altro che aumentare la concorrenza sleale, rendendo la vita difficile per nuove e vecchie attività.
    Tra l’altro il consumo giornaliero per persona del pane è pari a 2 panini, quindi che ci lamentiamo, spendiamo più soldi in sigarette che in pane….

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