Coldiretti: terra come oro. Bene rifugio in tempo di crisi

A fronte della crisi globale e il crollo dei mercati, c’é chi punta sull’oro ma anche chi sceglie l’acquisto di un tradizionalissimo appezzamento di terreno, quale bene rifugio ma anche quale opportunità concreta di occupazione alternativa. Lo afferma la Coldiretti che, in tempi di forte turbolenza, ha elaborato un decalogo per diventare agricoltori in 10 mosse, non mancando di sottolineare che “negli anni della crisi i terreni agricoli hanno sempre tenuto o aumentato il proprio valore perché la campagna svolge storicamente un ruolo anticiclico rispetto alle difficoltà dell’economia di carta”. In Italia, il valore medio della terra – sottolinea l’organizzazione agricola – ha superato i 18.400 euro per ettaro nel 2010, con una crescita dello 0,8% a prezzi correnti in linea con quella degli ultimi anni. Dietro il valore medio, si nasconde però una forte variabilità con valori che vanno dai mille euro all’ettaro dei pascoli della provincia di Catanzaro, a 500mila a oltre un milione di euro per un ettaro di vigneto nelle zone di produzione più celebri, dalla Toscana al Trentino Alto Adige. Una forte differenza è riscontrabile a livello territoriale: i terreni del Nord mediamente presentano valori medi più che doppi rispetto a quelli del Mezzogiorno e così i terreni di pianura, in media, sono valutati circa tre volte di più di quelli di montagna. Bisogna evitare che i terreni agricoli siano oggetto di operazioni speculative di quanti li scelgono come bene rifugio alternativo agli investimenti più tradizionali, ostacolandone quindi l’acquisto da parte degli imprenditori agricoli, soprattutto giovani. Le superfici in affitto o gestite a titolo gratuito secondo l’Inea sono in costante aumento nell’ultimo decennio (+56%). Il mercato è più dinamico nel Nord-Ovest, dove la domanda supera l’offerta, con canoni che tendono al rialzo anche nel caso di terreni da destinare alle colture energetiche. Per il futuro, Inea prevede un’evoluzione dei prezzi degli affitti legata alla recente ripresa dei prezzi agricoli; la crescente domanda di terreni da destinare a colture energetiche (biogas e fotovoltaico) potrebbe generare una bolla speculativa sulle quotazioni dei canoni. Ecco come diventare agricoltori in 10 mosse, secondo il decalogo Coldiretti: – 1) Avere un’idea d’impresa per sviluppare un progetto di sviluppo; – 2) Analisi caratteristiche e potenzialità aziendali;. – 3) Confronto con altre esperienze simili in Italia o in Europa; – 4) Trasformare l’idea in un progetto di sviluppo imprenditoriale; – 5) Ricerca della fonte di finanziamento. Per l’acquisto di terra verificare la possibilità di mutuo presso Ismea. – 6) Presentazione del progetto per il finanziamento pubblico (domanda per accesso al finanziamento unita a presentazione del Business Plan). – 7) Presentazione del progetto per il finanziamento privato (varie banche offrono condizioni vantaggiose per i giovani); – 8) Formazione di base in campo agricolo o corso di formazione professionale; – 9) Avvio di impresa agricola, tre i passaggi fondamentali: apertura di una Partita Iva, iscrizione al Registro delle imprese, iscrizione all’Inps. – 10) Burocrazia quanto mi costi:per l’impresa agricola 2 giorni di lavoro a settimana, 100 giorni l’anno.

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