Coldiretti, un incidente al giorno causato da fauna selvatica

Schermata 2014-04-07 a 11.09.54E’ emergenza per gli incidenti stradali causati dalla fauna selvatica, in particolare dai caprioli. L’ultimo episodio sulla strada provinciale che da Faenza porta a Modigliana. Dalla scarpata l’animale è saltato all’improvviso sul cofano di una auto in transito. Immaginiamo lo spavento, ma anche il rischio che ha corso quell’automobilista che per fortuna non ha perso il controllo del mezzo uscendo incolume dalla brutta avventura. I danni però sono consistenti e, beffa oltre al danno, dice la Provincia di Forlì-Cesena, inutile presentare richieste di indennizzo: mancano le prove oggettive dell’incidente: il capriolo infatti non è morto e benché ferito, è riuscito a dileguarsi. Peraltro, lamenta l’automobilista, non ci sono testimoni perché in quel momento non transitavano altre auto.
“L’episodio, evidenzia Filippo Tramonti presidente Coldiretti Forlì-Cesena, di per sé non ci sorprende, è uno dei tanti se è vero che negli ultimi anni la Provincia ne ha accertati ben 366 di cui 320 provocati da caprioli”. “Però sono numeri preoccupanti – continua Tramonti – che dicono della dimensione del problema che ha ormai i connotati di una vera e propria emergenza pubblica che coinvolge la sicurezza degli automobilisti e alla quale chi ha la responsabilità di pianificare la gestione faunistico/venatoria risponde con provvedimenti assolutamente inefficaci dal punto di vista del controllo delle densità faunistiche di alcune specie, in particolare degli ungulati”. “Ricordiamo che il capriolo – aggiunge Anacleto Malara – direttore Coldiretti Forlì-Cesena, è una specie che può essere cacciata solo con la selezione e dopo adeguati censimenti per stabilire i capi che è possibile cacciare. Su questa specie ci sono di fatto dei vincoli all’attività venatoria che limitano il risultato e incrementano una situazione di grave rischio. Ci chiediamo quanto possiamo continuare e cosa risponderanno i responsabili della pianificazione il giorno che succederà la tragedia”. “Ma diciamo anche – aggiunge Malara – che in tutto il territorio provinciale si registra una compresenza di altre specie faunistiche (cinghiali, cervi, daini e anche il lupo) che ugualmente rappresentano un rischio sulla rete viaria e una calamità per i danni che producono alle coltivazioni agricole e al patrimonio zootecnico”. “Coldiretti – conclude il direttore Malara – vuole denunciare pubblicamente il problema e richiama alle proprie responsabilità i pubblici amministratori interessati. Chi ha orecchie per intendere, intenda”.

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