Collassa un tratto del Canale Sabbioncello. Al lavoro per il ripristino

Il più importante canale di irrigazione del consorzio di Burana è collassato sull’argine sinistro, in un tratto di 5 metri di lunghezza e quasi 8 metri di altezza.
“Un danno immane al quale stiamo già facendo fronte con squadre di interevento per il ripristino dell’argine” dice Francesco Vincenzi, presidente del Consorzio della Bonifica Burana sottolinenando che il Canale Sabbioncello, dove transitano abitualmente 120-130 milioni di metri cubi d’acqua, è il più importante canale di irrigazione del Consorzio. Porta l’acqua, derivata dal Po grazie all’impianto Sabbioncello, a terreni mantovani, nell’Oltre Po Mantovano, e in particolare ai terreni modenesi per 60.000 ettari, destinati a serre, frutteti, prati”.
“Il danno – aggiunge il direttore Claudio Negrini – è avvenuto sull’argine sinistro, cinquecento metri a valle dell’impianto Sabbioncello (Comune di Quingetole, Mantova). Sono collassati 5 metri di lunghezza, per quasi 8 metri di altezza. Sono stati asportati circa 500 metri cubi di terra”.
“È stato subito interrotto il pompaggio – rassicura Cinalberto Bertozzi, direttore tecnico –. Erano infatti attive due pompe in continuo e una alternata, che pompava circa 9 metri cubi d’acqua al secondo, proprio nei minuti di segnalazione dell’allarme. Abbiamo quindi attuato diverse manovre per mettere in sicurezza il canale ed evitare che si svuotasse. Abbiamo chiuso, di fatto, un sostegno di sbarramento in corrispondenza dell’abitato di Quistello, isolando così il primo chilometro di canale e per evitare che questo tratto danneggiasse ulteriormente le coltivazioni e le abitazioni circostanti, in destra del Sabbioncello abbiamo attivato uno scarico per deviare la maggioranza delle acque nel Canale Collettore di Terre dei Gonzaga, che sottopassa il Sabbioncello”.
“Dopo il primo intervento – aggiunge Bertozzi – si sta ripristinando il buco arginale ed è stata inoltrata una richiesta di pronto intervento, per 100 mila euro, alla Regione Lombardia per mettere in sicurezza definitiva questo argine collassato”.
I disagi comunque proseguiranno per 2-3 giorni, anche se già in serata l’argine dovrebbe esere ripristinato. Causa probabile del cedimento le nutrie contro le quali il Consorzio combatte da tempo.
Dagli anni Novanta infatti questo è il terzo episodio grave registrato

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