E adesso c’e’ il rischio di invasione di colture per biocarburanti

Cresce il rischio che nuove colture destinate ad una generazione avanzata di biocarburanti diventino invasive, mettendo fuori gioco specie locali. Questo l’allarme lanciato dall’Unione mondiale per la conservazione della natura (Iucn), che ha messo a punto un vademecum per politici e produttori di biocarburanti, allo scopo di limitare il pericolo.
”La produzione attuale di biocarburanti – spiega Nadine Mc Cormick, coordinatore del network energia dell’Iucn – si basa su colture alimentari radicate. Mentre questo genera altre preoccupazioni, in merito alla sostenibilita’, non c’e’ un grande rischio invasione. Tuttavia, il rischio aumentera’ in modo esponenziale con le nuove piante, che crescono velocemente con molte sementi in quasi tutti i terreni, e vengono coltivate per biocarburanti piu’ avanzati”. Il passo piu’ importante, ricorda l’Iucn, e’ quello della prevenzione. Secondo gli esperti, chi sceglie una pianta piuttosto che un’altra deve considerare anche quale potrebbe essere l’impatto sull’ambiente in questione, oltre alle sue malattie e ai suoi insetti nocivi. In generale, le colture per i biocarburanti in se’ non sono pericolose, tutto dipende da dove vengono piantate. Alcune in particolare hanno un rischio piu’ elevato di causare un’invasione biologica, se non vengono gestite correttamente. Per esempio, riferisce l’Iucn, la controversa ”Jatropha curcas” e’ conosciuta per le sue tendenze invasive in Australia occidentale, ma questo non significa che la regola valga ovunque, in particolare in India, dove viene impiegata appunto per i biocarburanti.
L’importante comunque e’ prendere precauzioni per rendere il rischio minimo. ”Le invasioni biologiche – spiega Geoffrey Howard, coordinatore dell’Iucn per le specie invasive – provocate dalle specie introdotte, ma anche dai processi di produzione, costituiscono un rischio reale per la biodiversita’ e le risorse. I rischi si possono ridurre al minimo seguendo le linee guida che abbiamo realizzato”. Tra le regole d’oro messe a punto dagli esperti Iucn, quella di compiere un’analisi sul rapporto costi-benefici, che includa i potenziali costi di un’invasione. (ANSA).

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