Come difendersi dai lupi :le proposte di Coldiretti Forlì-Cesena

lupoInterventi di prevenzione e protezione, ma anche un sistema assicurativo per far fronte ai danni provocati dagli attacchi dei lupi così da garantire da un lato la protezione di greggi e mandrie e, dall’altro, il rispetto della biodiversità. Sono alcune delle proposte che Coldiretti Forlì-Cesena ha lanciato nel corso di una conferenza stampa tenutasi questa mattina presso la sala della Rocca di Civitella di Romagna e organizzata in collaborazione con la Provincia di Forlì-Cesena, il Comune di Civitella di Romagna e il Gal “L’Altra Romagna”.
“Negli ultimi anni, abbiamo rilevato una crescita esponenziale dei danni agli allevamenti – ha affermato Cleonildo Bandini presidente di Coldiretti Forlì-Cesena – e si ripetono sempre più frequentemente i casi di aggressione a mandrie e greggi denunciati dai pastori, tra i quali si è diffusa la paura e un senso di impotenza ed insoddisfazione. Non dimentichiamo che è interesse della collettività mantenere la presenza dei lupi sul territorio, ma è vitale per gli allevatori tutelare la sicurezza delle greggi e delle mandrie e, soprattutto, salvaguardare il loro reddito”.Il fenomeno, diffuso in altre regioni d’Italia – rileva Coldiretti – sta assumendo però nella nostra provincia contorni preoccupanti. Questo è confermato dal fatto che sui oltre 120 mila euro di danni provocati annualmente dai lupi in Emilia-Romagna, circa 60 mila riguardano l’Appennino forlivese. C’è da rilevare peraltro che la Regione nella Legge di Bilancio 2010 ha stanziato la somma di 144 mila euro per far fronte ai danni. “E’ una cifra congrua per gli indennizzi – ha detto ancora Bandini – ma è necessario un passo avanti ulteriore sul fronte della prevenzione, protezione e assicurazione. Se il ripopolamento dei lupi è positivo sul piano della tutela della biodiversità, c’è da considerare che gli allevatori, per affrontare questo nuovo pericolo, sono stati costretti a modificare le loro abitudini facendo rientrare le greggi al pascolo per metterle al riparo di notte nei ricoveri anche durante la bella stagione, con pesanti aggravio anche dei costi. C’è da rilevare che negli ultimi tempi si sono registrati attacchi anche diurni e anche a bovini. In alternativa, servirebbero perciò recinzioni speciali e altri strumenti per la protezione degli animali al pascolo”. “In passato, la scomparsa del lupo e i margini di reddito sempre più risicati dell’attività zootecnica nelle aree cosiddette marginali – ha sottolineato Anacleto Malara, direttore di Coldiretti Forlì-Cesena – avevano comportato l’abbandono di quelle pratiche che hanno consentito storicamente al lupo di convivere con gli allevatori: gli animali domestici venivano lasciati al pascolo incustoditi, i cani da difesa, la cui preparazione e mantenimento erano divenuti costi superflui, sono scomparsi. La nuova situazione impone di tornare indietro con pesanti oneri economici e lavorativi in capo alle aziende. Senza contare – ha aggiunto il direttore di Coldiretti – che negli ultimi dieci anni sono più di cento le aziende che si sono trovate costrette a cessare l’allevamento ovino nella zona montana”. Che fare allora?
“Bisogna trovare – ha sottolineato Flavio Pierotello responsabile ambiente, territorio e caccia di Coldiretti Forlì-Cesena – un giusto equilibrio tra la presenza del lupo, protetto dalla normativa europea, e quella dei pastori che attraverso la loro opera conservano e valorizzano la montagna e le sue tradizioni. Per fare questo è necessario rivedere da un lato il sistema di accertamento e risarcimento dei danni affinché siano coperti non solo i danni diretti causati da lupi e cani inselvatichiti, ma anche il completo reintegro della perdita di reddito per l’allevatore”.
“Chiediamo – ha concluso Bandini – un impegno più concreto a tutti gli organi competenti, degli indennizzi equi che tengano in considerazione anche i danni indotti come la mancata produzione di latte, gli aborti degli animali provocati dallo stato di stress per paura, le spese veterinarie per curare i capi feriti e quelle legate alla necessità di una maggiore sorveglianza ed alla collaborazione di un aiuto pastore, un maggior impegno nella lotta al randagismo e una maggior celerità nell’erogazione degli indennizzi. Se è interesse della collettività tutelare una specie in via di estinzione – ha concluso Bandini – è l’intera collettività, e non una sola categoria, che deve farsi carico dei danni derivati da questa specie”.
All’incontro sono intervenuti anche Gianluca Bagnara, assessore provinciale all’Agricoltura, Pierangelo Bergamaschi, sindaco di Civitella di Romagna, Christian Castorri in rappresentanza del Gal L’Altra Romagna e Marco Cortini responsabile ufficio produzioni animali Provincia Forlì-Cesena, Rodingo Usberti responsabile dei servizi veterinari dell’Ausl di Forlì.

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