Come mai gli amori nascono a primavera?

In astronomia, si definiscono equinozi i due istanti nel corso dell’anno in cui il Sole si trova perpendicolare all’equatore e la separazione tra zona illuminata e zona in ombra della Terra passa per i poli. Per il Cristianesimo, la data dell’equinozio di Primavera di 2000 anni fa, corrisponde al giorno e alla festività liturgica del concepimento di Gesù. Sempre per i cristiani, all’equinozio di primavera è legato anche il calcolo per il giorno di Pasqua che cade la prima domenica dopo la prima luna piena, contemporanea o successiva, all’equinozio di marzo. Oggi 21 marzo 2011 c’è l’equinozio di primavera.
L’euinozio di primavera nel Salento leccese
A Sannicola del Salento leccese si è rispolverata una festa che si teneva in ogni luogo di questa terra immersa nel mediterraneo verso oriente. Tutto il Salento in una grande festa di primavera, il rito propiziatorio per invocare fertilità e prosperità. E come mai tutti gli amori arrivano con la primavera? Ci deve essere un motivo! A Sannicola ragazze e ragazzi in abiti d’epoca del ‘600 su carretti trainati da cavalli splendidamente addobbati con fiori e frutta di stagione, si danno appuntamento nella piazza del paese dove si scambiamo omaggi floreali, primizie e parole d’amore eterno.
Dopo il rito dello scambio, si forma un corteo che insieme agli sbandieratori, artisti di strada e musicanti vanno alla serra di San Mauro. E’ un altipiano dove sorge una piccola abbazia basiliana intorno alla quale un tempo, il giorno della festa di San Mauro, i monaci davano vita ad una fiera. Da quell’altipiano è possibile gustare un panorama che gradualmente affonda dalla campagna al mare Ionio. Ogni anno nel Salento si ripete un antichissimo rito in onore di San Giuseppe sia a Giurdignano, che a Minervino di Lecce, come ad Uggiano La Chiesa e la piccola frazione di Casamassella. In questi paesi del Salento leccese le porte di molte case si spalancano per accogliere migliaia di visitatori e fedeli.
I visitatori arrivano per ammirare le tavole di San Giuseppe, veri capolavori di devozione. Un rito in cui s’intrecciano sacro e profano, e che coincide con l’equinozio di primavera e gli antichi riti di purificazione agraria, che chiudevano l’inverno.La preparazione dei cibi per le tavole di San Giuseppe avviene una settimana prima così ad esempio il sabato s’impasta la farina per fare i “vermiceddhi” (un tipo di pasta corta), il lunedì si mettono a bagno i lampascioni e lo stoccafisso, il martedì i ceci, il giovedì si puliscono rape, cavoli e cavolfiori, si cucinano i ceci e si passano i fritti nel miele.Il venerdì si cucinano le verdure, lo stoccafisso, la pasta con il miele, il pesce e si friggono le pittole.
antonio bruno- lettere in redazione

Un Commento in “Come mai gli amori nascono a primavera?”

  • FRANCO scritto il 10 luglio 2011 pmdomenicaSundayEurope/Rome 18:51

    evviva i lampascioni,sono una prelibatezza da valorizzare anche all’estero; da buon salentino
    li sò apprezzare,peccato che c’è stato quest’ultimo periodo in cui ho dovuto astenermi ma prometto di rifarmi appena sarò sicuro che si siano risolti alcuni problemini intestinali.Complimernti al gruppo musicale,li ho ascoltati con verro piacere ieri sera presso la Torre Sabea di Gallipoli.

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