“Comfort food” al Museo della Follia in Laguna

san servoloUn evento fuori dagli schemi, che vuole portare a riflettere su uno degli attimi più importanti e difficili della vita: quel momento solitario in cui ti è dato guardare, ancora una volta, dentro te stesso per trovarvi un ultimo, aromatico, sorriso.
Il cibo non è solo nutrizione, non è solo estetica… è conforto.
Dalla serie fotografica No Seconds, dedicata all’ultimo pasto di alcuni condannati a morte americani, prende le mosse la prima personale mai organizzata al di fuori degli Stati Uniti dedicata al geniale lavoro sul rapporto cibo e cultura di massa del fotografo neozelandese ma newyorkese d’adozione Henry Hargreaves.
Mauro Zardetto, ideatore e regista dell’evento, nel suo percorso di contaminazione fra arti visive ed enogastronomia di qualità, non nascondendo il tributo a Proust e al suo “Effetto Madeleine”, con l’aiuto di Chiara Casarin, curatrice, e di Rosita Dorigo, food designer, è riuscito a costruire una partitura e un cast per un evento evocativo veramente unico, dove la location, il Museo della Follia all’Isola di San Servolo, sede del vecchio manicomio maschile veneziano, risulta essere il perfetto teatro per una pièce gastronomica decisamente autoriale.
Pietro Leemann, chef svizzero e titolare del ristorante vegetariano Joia di Milano, che da anni si occupa dell’intima relazione esistente tra cibo, psiche e spirito, Andy Luotto, cuoco e attore geniale e istrionico interprete della cucina popolare e Pierchristian Zanotto, giovane e brillante esponente del Gruppo Ristoratori della Marca Trevigiana, patrocinatore del primo sviluppo del format, sono i protagonisti, assieme al fotografo americano, dell’evento che rivoluziona il concetto stesso di vernissage.
“Quando mi è stata presentata la mostra No Seconds” spiega Pietro Leemann “ho subito pensato che l’argomento fosse molto delicato e difficile, trattando della morte, tema che solitamente è alquanto distante dal mio lavoro, e trattando soprattutto della relazione del cibo con le persone condannate a morte. La mia paura era che si strumentalizzasse un argomento così delicato e di grande impatto emotivo per tutti. Parlando con Mauro mi sono però reso conto della profonda sensibilità con cui s’intendeva affrontarlo. Ho perciò iniziato a riflettere su quale poteva essere il mio contributo al progetto ed ho capito che dovevo interpretare questo tema raccontando la mia visione della morte anche in virtù del mio percorso di vita. La mia partecipazione all’evento, sia attraverso il filmato visibile sul web che durante il vernissage, offrirà il mio vissuto ed il mio personale punto di vista sul tema attraverso un percorso introspettivo che intende raccontare il mio pensiero, senza mai dare giudizi”.
“L’evento di Venezia mi ha conquistato subito perché decisamente diverso dalle tante manifestazioni legate al cibo” prosegue Andy Luotto “La cosa che trovo fantastica è che si propone di raccontare il cibo come valore culturale e per farlo si è scelta una location magica ed evocativa come il Museo della Follia di Venezia. In questo contesto finalmente al cibo verrà data l’importanza che merita attraverso la fotografia, l’arte e la cultura. La nostra partecipazione passerà in secondo piano, ed è ciò che il cibo merita. Ma No Seconds offre anche dei silenzi che fanno pensare ed è questo ciò che mi affascina, perché dover raccontare con il mio lavoro un’emozione mi fa sentire un artista. Inoltre il tema che No Seconds affronta è sicuramente importante e, per la mia esperienza personale, è proprio questo il tipo di emozione che ci permette di crescere interiormente”.
Lungo il percorso di No Seconds, Comfort Food e Fotografia ci sarà infine Pierchristian Zanotto, giovane interprete della cucina trevigiana sempre più vicino alle dinamiche culturali di una nuova, eppure antichissima, concezione Uomo-Natura “L’idea di affiancare in punta di piedi due grandi maestri della Cucina Italiana mi elettrizza. Soprattutto per il fatto che da sempre la mia ricerca professionale ed umana persegue le logiche esistenti fra Arte e Grande Cucina, ora sempre più anche come spunto di riflessione spirituale… per cui trovo in questo progetto un nuovo slancio creativo. Sarò felicissimo di affiancare Andy Luotto e soprattutto Pietro Leemann, mio maestro ed esempio concreto di Pensiero applicato all’arte culinaria”.
Attraverso gli occhi, i gesti, le parole e le preparazioni degli chef che renderanno unico il percorso visivo creato da Henry Hargreaves, si completerà così un unicum emozionale, tutto dedicato all’ancestrale capacità evocativa del cibo.
Henry Hargreaves No Seconds, Comfort Food e Fotografia è la prima personale mai realizzata al di fuori degli Stati Uniti del fotografo neozelandese Henry Hargreaves.
La mostra, ideata da Mauro Zardetto e curata da Chiara Casarin, sarà visitabile dal 7 settembre al 24 novembre 2013 al Museo della Follia, sull’Isola di San Servolo a Venezia.
La serie No Seconds, divenuta ormai famosissima sul web, ma mai esposta con stampe FineArts di grandi dimensioni, è preceduta da una sequenza di altre immagini tutte testimonianti il geniale lavoro dell’artista nell’analizzare il rapporto fra uomo, cibo e cultura di massa. Un suggestivo percorso per immagini che la curatrice Chiara Casarin ha saputo tracciare con grande energia “Henry Hargreaves fotografa piatti e composizioni gastronomiche per indagare temi personali e sociali molto densi. Questo percorso espositivo ritrae un viaggio emotivo attraverso tre simboliche tappe: dalla divertente, tecnologica e vorace quotidianità – espressa con opere appartenenti alle serie Rainbow e Deep Fried Gadgets – si passa attraverso il coinvolgimento delle insicurezze colmate con apparenti ‘capricci’, eccentriche richieste gastronomiche delle pop star nell’attimo, prima di lanciarsi sul palco, in cui muore l’uomo e nasce l’idolo – rappresentate qui dai lavori per Band Riders- per giungere infine a una più profonda sensibilità spirituale che è consapevolezza e memoria allo stesso tempo – a cui si rivolgono invece le opere della serie No Seconds, gli ultimi desiderata, i pasti che precedono la pena capitale. Questo viaggio tra arte, cibo ed emozioni ha voluto come guida tre grandi chef, esponenti di pensieri e pratiche diversi e si chiude con il coinvolgimento del grande pubblico mediante un movie contest in cui tutti possono raccontare il ruolo determinate di una pietanza al posto di un’altra nella propria vita e nella propria memoria”.
I contenuti di questo evento dedicato al Comfort Food, a cui solo cento privilegiati ospiti potranno assistere il 6 settembre, si amplificheranno contaminando, attraverso la rete, il mondo reale.
Il 1° settembre, attraverso il sito events.artmovie.it e contest.artmovie.it verrà inaugurato un movie-contest dal titolo L’Ultimo Desiderio il cui obiettivo sarà quello di spingere i navigatori della rete a trovare e raccontare, scavando nella memoria, il proprio piatto “ultimo desiderio”. Pietro Leemann, Andy Luotto e Pierchristian Zanotto, semplicemente usando i loro SmartPhone, hanno già registrato i loro video-racconti, vere opere dell’arte audiovisiva contemporanea, che saranno pubblicati, in un’esclusiva sezione fuori concorso, assieme a quelli di giornalisti, opinion maker e chef, per tutta la durata della mostra. L’originalità del contest sta nel fatto che non si voterà la ricetta migliore bensì il racconto più sincero e credibile. Un gruppo di food-blogger, specializzati nelle forme di contaminazione arte-cibo e coordinati da Carlo Vischi, vero esperto dell’enogastronomia on-line, è già al lavoro per raccontare lo sviluppo del contest fino a quando una commissione di esperti sceglierà fra i più votati dalla rete i tre food videomaker che hanno meglio interpretato il tema.
Saranno loro i protagonisti dell’evento conclusivo della mostra, un finissage altrettanto originale, questa volta aperto al pubblico, dove la food designer Rosita Dorigo presenterà tre nuovi grandi chef, di cui uno europeo, che daranno corpo, con la loro maestria, ai ricordi gastronomici dei 3 videomaker.
La mostra, prodotta da ArtMovie-Brollo, WEB e ItalianaComunicazione, con il patrocinio e la collaborazione della Provincia di Venezia, la Fondazione San Servolo IRSESC – Istituto per le Ricerche e gli Studi sull’Emarginazione Sociale e Culturale e la Società San Servolo Servizi, comincerà così il suo itinerario europeo grazie al patrocinio di AIAP-UNESCO (Associazione Internazionale Arti Plastiche – UNESCO) e del festival internazionale TriestèFotografia.

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