Commissione Ue, al via l’etichetta d’origine obbligatoria per i prodotti agricoli

Dopo anni di attesa la Commissione europea ha gettato le basi per introdurre l’etichetta d’origine obbligatoria per tutti i prodotti agricoli europei, su iniziativa del commissario all’agricoltura Dacian Ciolos. La definizione di un quadro giuridico specifico per l’etichetta d’origine rientra nella prima proposta legislativa, approvata oggi a Bruxelles, che ”rafforza e rende piu’ chiare le regole di qualita’ esistenti nell’Ue”: dalle denominazioni d’origine e indicazioni geografiche (Dop e Igp) di cui l’Italia e’ leader in Europa, ad un nuovo regime per le specialita’ tradizionali garantite (come la Pizza alla Napoletana)”. E ancora, la creazione di indicazioni facoltative di qualita’ come ”prima spremitura a freddo” o ”allevati all’aperto” che interessano particolarmente l’Italia. La nuova proposta – tiene a sottolineare Bruxelles – ”punta anche a semplificare l’adozione, da parte della Commissione, di norme di commercializzazione, inclusa la competenza di estendere l’obbligo dell’indicazione in etichetta del luogo di produzione, in funzione delle specificita’ di ciascun settore agricolo”.
Tale proposta rischierebbe, però, di compromettere la “vita” di alcuni prodotti, fra cui la Pizza Napoletana ‘Doc’, cioe’ il prodotto che appena nel 2009 – dopo una battaglia durata anni e anni – ha ottenuto dall’Ue il riconoscimento europeo di Specialita’ tradizionale garantita (Stg). La proposta approvata oggi da Bruxelles prevede infatti di sopprimere quelle ‘Stg’ che non hanno protetto il loro nome, come appunto la ‘Pizza Napoletana’, ma solo la ricetta. Lo hanno indicato all’Ansa esperti comunitari spiegando che – se la proposta della Commissione sara’ accolta dal Consiglio Ue – la ‘Pizza Napoletana Stg’ potrebbe sopravvivere al massimo per un periodo transitorio che finirebbe nel 2017. L’Italia, sostengono gli esperti, per salvaguardare il marchio Sgt dovrebbe quindi presentare una nuova domanda di Registrazione all’Ue con l’aggiunta di un’altro termine all’attuale denominazione: ad esempio ‘Pizza Napoletana Verace’ o ‘Pizza Napoletana Tradizionale’. Insomma, e’ il ragionamento degli esperti, si vuole ridurre al minimo il rischio che il consumatore possa essere tratto in inganno evitando che si possa trovare davanti sia a una ‘Pizza Napoletana Stg’ – che deve rispettare precise regole di produzione – che a una ‘Pizza Napoletana’ che di napoletano ha solo il nome. (ANSA).

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