Commissione Ue cauta sullo stop alla liberalizzazione dei vigneti

Prima cauta reazione della Commissione europea alla lettera che nove stati membri, tra cui l’Italia, hanno inviato il 4 aprile scorso al commissario europea all’agricoltura, Dacian Ciolos, per dire no alla liberalizzazione dei vigneti prevista dalla riforma del settore nel 2015. La liberalizzazione, ha gia’ precisato il ministro per le politiche agricole e alimentari, Saverio Romano, ”rischia di compromettere in modo irreparabile quanto di buono e’ stato fatto negli ultimi decenni in Italia”. L’Esecutivo Ue, nel suo primo commento – il commissario Ciolos non ha infatti ancora risposto alla lettera dei partner – ricorda che ”i diritti di impianto non spariranno da un giorno all’altro alla scadenza prevista del 2015, in quanto ogni Paese ha la possibilita’ di prorogarli fino al 2018, se ritiene che una soppressione immediata possa rappresentare un rischio troppo elevato per alcuni vigneti”. Inoltre – aggiunge Bruxelles – ”prima della fine dell’anno prossimo la Commissione Ue presentera’ un’analisi piu’ precisa dell’impatto della riforma. A quel momento – conclude – vedremo se tutte le condizioni sono riunite per garantire che ogni segmento dei mercati dei vini potra’, nei prossimi anni, esprimere tutto il suo potenziale, in particolare dal punto di vista della qualita’ dei prodotti”. Oltre che dall’Italia, la lettera e’ stata firmata da Francia, Germania, Ungheria, Romania, Cipro, Portogallo, Grecia e Austria. (ANSA).

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