Commissione Ue taglia 448,5 mln al bilancio agricolo 2015. Martina, decisione gravissima

PAC
La Commissione europea propone di sottrarre 448,5 milioni di euro dal bilancio della Pac 2015, per portare nuovo ossigeno a settori europei in affanno finanziario. La parte più congrua dei finanziamenti – 145 milioni di euro – verrebbero destinati a sostenere il programma energetico europeo che sta procedendo più velocemente del previsto e a causa del ritardo sui pagamenti l’Ue rischia di dover pagare entro l’anno interessi passivi per 1,2 milioni di euro. Un’altra parte importante dei fondi agricoli – 87 milioni di euro – la Commissione Ue intende destinarli a interventi di cooperazione con i Paesi terzi. Infatti, in seguito ai flussi migratori dal Nord Africa e dal Corno d’Africa, cresce la pressione sull’Unione per onorare contratti firmati per la protezione di quelle regioni. E ancora altri 75 milioni di euro andrebbero al programma di ricerca Orizzonte 2020 per la mobilità, la formazione e la carriera dei ricercatori europei, ma anche per pagare le fatture Ue che a causa dei ritardi rischiano di incorrere in interessi di mora. Tra gli altri beneficiari, ci sono Pmi (5,5 mln); fiscalità (9); lotta alle frodi (1,5); funzione pubblica (4); Life+ ambiente (35); pesca (16); media (5,5); strumenti di vicinato, rifugiati (50); Ong (5); stabilità e pace in Ucraina e Repubblica Centroafricana (10). Insomma, i fondi della Pac verrebbero ridistribuiti – secondo quanto propone oggi l’Esecutivo Ue – a obiettivi importanti per l’Europa. Ora però gli agricoltori si ritrovano a pagare di tasca loro i 344 milioni di euro di misure d’urgenza in seguito all’embargo russo, prelevandoli dalla riserva di crisi autofinanziata dagli stessi produttori. Così l’intero settore diventa il capo espiatorio della decisione dai capi di Stato e di Governo di ridurre il bilancio europeo 2014-2020. All’annuncio della decisione, immediata é stata la reazione del ministro per le politiche agricole e alimentari, Maurizio Martina che parla di decisione ”grave” e precisa che “il settore primario va aiutato, non indebolito, soprattutto in questa situazione di sofferenza determinata dall’embargo russo. Bisogna – ha aggiunto – che la Commissione Ue sappia che non è immaginabile scaricare solo sull’agricoltura gli effetti dell’embargo”. Da parte nostra – ha precisato – non possiamo far altro che sollecitare, come abbiamo fatto, sia in sede del Consiglio dei ministri dell’agricoltura Ue, sia attraverso i governi nazionali, la Commissione a fare scelte sensate, dopodiché contano le scelte fatte dal collegio dei commissari”. Dal Parlamento europeo, Paolo De Castro, coordinatore per il Gruppo dei Socialisti e Democratici della Commissione Agricoltura e sviluppo rurale, ha definito “inaccettabile il taglio delle risorse agli agricoltori. E’ una beffa insostenibile – ha detto – per un settore che sta pagando duramente una crisi che non ha originato”. Anche il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo è intervenuto definendo il taglio dei fondi “grave, ma anche più paradossale il fatto di scaricare sugli agricoltori tutto il peso delle conseguenze economiche legate alla crisi Ucraina”. La palla è ora nella mani del Consiglio e del Parlamento europeo. (di Patrizia Lenzarini) – ANSA)

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