Comparto avicolo: Unaitalia, produzione e consumi stabili ma è boom per il pollo +18,4% in 10 anni

pollo 2Con 5,7 miliardi di fatturato e una produzione che nel 2013 ha raggiunto le 1.258.800 tonnellate, in lievissima diminuzione rispetto al 2012 (-0,2%), le carni avicole si confermano un comparto strategico per il made in Italy alimentare. La produzione per il pollo aumenta (+0,3%) arrivando a 863.400 tonnellate, mentre la flessione è dovuta in particolare alla carne di tacchino e alle altre specie avicole. I dati dei consumi riflettono quelli della produzione e indicano nel complesso una leggerissima flessione (-0,3%), da addebitare al minor consumo di carne di tacchino e di altre specie avicole. In controtendenza il consumo di carne di pollo (+1,3% rispetto al 2012), a confermare una tendenza anti-crisi che negli ultimi 10 anni ha visto aumentare i consumi pro capite di carne di pollo del +18,4%, percentuale che cresce fino al +25% nella “finestra” (2007-2013) della crisi.
Sono i dati principali diffusi da UNAITALIA – Unione nazionale delle filiere della carni e delle uova – che riunisce la quasi totalità dei produttori del settore avicolo.
“In un momento di crisi come quello che stiamo vivendo, tutto il settore delle carni ha subito una battuta d’arresto – ha commentato Aldo Muraro, Presidente di Unaitalia – il tacchino ha visto calare leggermente la domanda, ma il pollo continua a restare tra le carni preferite dagli italiani, grazie alla sua versatilità, genuinità e all’ottimo rapporto qualità-prezzo”.
Sul fronte dei consumi complessivi di carni avicole si registra una sostanziale stabilità. Gli italiani consumano 13,62 Kg pro capite di carne di pollo e 4,41 Kg di carne di tacchino. Nel complesso il consumo pro-capite di carne di pollame è risultato pari a 19,34 kg procapite considerando anche il consumo di carne di gallina e altre specie avicole. Dal 2007, anno di inizio della crisi economica, il consumo di carni avicole ha registrato una crescita del +9%.

FILIERA AVICOLA VIRTUOSA E AUTOSUFFICIENTE
I dati diffusi da Unaitalia mostrano anche i livelli di autoapprovvigionamento del settore avicolo: in Italia infatti viene prodotto il 104,3% delle carni di pollo consumate nel nostro paese, e addirittura il 116,6% delle carni di tacchino, a conferma di un settore completamente autosufficiente, a garanzia della provenienza e della qualità del prodotto che viene portato a tavola.
“Si parla tanto di made in Italy per molti prodotti nazionali – spiega Muraro – ma forse in pochi sanno che l’Italia è autosufficiente per i prodotti avicoli. Il 99% del pollo mangiato in Italia proviene dai nostri allevamenti. Il settore avicolo inoltre è supportato da una filiera integrata che provvede ad ogni passaggio della catena produttiva, dall’incubatoio ai mangimi, con un sistema contollato a livello nazionale e comunitario, per garantire prodotti sani, genuini e sicuri”.
Per quanto riguarda l’andamento annuale, nel primo semestre 2013 si è registrata un’offerta abbondante di prodotti avicoli con prezzi dei cereali ancora elevati; nella seconda parte dell’anno l’offerta è stata più equilibrata ed accompagnata dal calo dei prezzi delle materie prime agricole, grazie all’abbondante raccolto di cereali a livello nazionale e internazionale. Questo ha permesso alle aziende di migliorare la propria marginalità compromessa nella prima parte dell’anno.

UOVA, NEL 2013 PRODUZIONE IN CALO (-2,14%)
L’adeguamento degli allevamenti alle normative Ue sul benessere degli animali ha invece influenzato la produzione di uova, che ha subito un calo pari al 2,14%. Nel 2013 in Italia sono stati prodotti 12.168.000.000 di uova e per soddisfare la richiesta interna è stato necessario ricorrere alle importazioni (+145,5% rispetto al 2012 – dati Istat). Anche considerando il saldo tra import ed export, anch’esso cresciuto, sul territorio italiano sono rimasti 828milioni di uova importate, vale a dire il 90,3% in più rispetto al 2012.
Il dato, seppure non incoraggiante, era comunque atteso – spiega Muraro – Gli allevatori e i produttori italiani di uova hanno lavorato alacremente per adeguare i loro allevamenti alle nuove direttive europee sul benessere. La sostituzione delle gabbie convenzionali con quelle arricchite, dotate di posatoi e nidi, ha necessariamente comportato un rallentamento della produzione, che il settore ha comunque affrontato con serenità”.

PREVISIONI 2014: LEGGERO AUMENTO PRODUZIONE
Per il 2014 si ipotizza un leggero aumento delle produzioni totali di carni avicole, in particolare di carne di pollo, mentre si prevede una sostanziale stazionarietà per la produzione di carne di tacchino e leggera flessione per le altre specie avicole. Per quanto riguarda le uova invece la normalizzazione degli allevamenti dovrebbe spingere la produzione, che potrebbe tornare almeno ai livelli del 2012.
“Per il 2014 si prevede un aumento della produzione e anche della marginalità – conclude Muraro – Nei primi due mesi del 2014 si è infatti registrata una flessione dei costi di produzione rispetto alla media 2013, in particolare dovuto alla diminuzione del prezzo delle materie prime. Nel settore avicolo i mangimi rappresentano circa il 65% dei costi produttivi e il miglioramento della situazione internazionale nel mercato cerealicolo è sicuramente positivo. A fronte di un fatturato annuo ormai stabilizzato intorno ai 5.700 milioni di euro, confidiamo in una stabilizzazione dei costi di approvvigionamento delle materie prime e delle marginalità, per continuare a garantire ai nostri clienti una produzione adeguata in termini quantitativi e qualitativi”.

NEL DETTAGLIO – LA PRODUZIONE DI CARNI AVICOLE
La produzione nazionale di carni di pollame nell’anno 2013 è risultata pari a 1.258.800 tonnellate (-0,2% rispetto al 2012); il consumo totale si è collocato a 1.178.100 tonnellate (-0,3% rispetto al 2012), pari a 19,34 Kg per abitante (contro i 19,40 del 2012).
In particolare sono state prodotte:
· 863.400 tonn. di carne di pollo (+0,3% rispetto al 2012);
· 46.800 tonn. di carne di gallina (-1,4% rispetto al 2012);
· 313.500 tonn. di carne di tacchino (-0,4% rispetto al 2011);
· 35.100 tonn. di carne delle altre specie avicole allevate (-0,3% rispetto al 2012).
Per quanto riguarda i polli da carne, l’aumento delle quantità prodotte è il risultato dell’aumento di offerta verificatosi nel primo semestre che si è corretto nel secondo semestre dell’anno.
Per il tacchino si è assistito ad un aumento dei prezzi in conseguenza della diminuzione (rispetto al 2012) delle quantità prodotte.

NEL DETTAGLIO – IMPORT/EXPORT
Circa il commercio con l’estero (Paesi UE ed extra UE), nel 2013 le quantità totali di carne avicola importate sono risultate in leggera flessione (-1,9%). Ne sono infatti entrate 86.800 tonnellate contro le 88.500 del 2012.
In particolare, analizzando i dati di importazione, si nota che la carne di pollo fresca rappresenta, con 23.319 tonnellate, circa il 27% del totale delle carni avicole importate. Le principali tipologie di prodotti di pollo fresco importato sono: pollo a busto 7.500 tonn.(32%), petti disossati e non disossati 6.900 tonn.(30%), coscie 6.000 tonn.(26%). I principali attori delle importazioni italiane di carne fresca di pollo sono: Germania con il 79% del totale, cui seguono molto distanziate Polonia 5%, Spagna 5% e Paesi Bassi 4%.
Le nostre esportazioni totali assommano a 167.500 tonn. (-0,4%) contro le 168.200 del 2012. Il nostro saldo import/export (tonn. 80.700) è comunque a netto vantaggio delle nostre esportazioni tenendo comunque presente che le esportazioni italiane sono costituite in parte da prodotti avicoli con un valore minore.

NEL DETTAGLIO – IL CONSUMO
Passando ai dati sul consumo delle carni avicole, si rileva che le quantità totali avviate al consumo interno nel 2013 sono risultate pari a 1.178.100 tonn. (-0,3% rispetto al 2012). Il consumo pro-capite di carne di pollame è risultato pari a Kg 19,34 (-0,4% rispetto all’anno precedente) così ripartiti:
· Kg 13,62 di carne di pollo (Kg 13,45 nel 2012 +1,3%);
· Kg 0,77 di carne di gallina (Kg 0,80 nel 2012);
· Kg 4,41 di carne di tacchino (Kg 4,58 nel 2012);
· Kg 0,54 di carne di altre specie avicole allevate (Kg 0,57 nel 2012).

Nel 2013, secondo le stime Unaitalia, la ripartizione dei consumi è stata la seguente:
POLLO:
· 11% di prodotto intero,
· 63% sotto forma di parti sezionate (petti, cosce, etc.),
· 26% sotto forma di prodotti elaborati (pollo ripieno o completato con odori o contorni, spiedini, hamburger, salsicce, involtini, etc.) e trasformati (wurstel, arrosti, cotolette, polpette, etc.).

TACCHINO:
· 2% di intero (in particolare in occasione delle festività natalizie),
· 78% di parti sezionate (fesa, cosce, sovraccosce, ossobuco, etc.),
· 20% sotto forma di prodotti elaborati e trasformati (fesa arrosto, wurstel, etc.).

NEL DETTAGLIO – REDDITIVITA’ E FATTURATO
Sul fronte della redditività i prezzi sono aumentati del 2,6% per il pollo e del 13,0% per il tacchino.
Il fatturato del settore (calcolato sui prezzi medi dei prodotti finiti franco stabilimenti di produzione) si è stabilizzato a 5.700 milioni di euro: 4.650 milioni per le carni avicole e 1.050 milioni per le uova.

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