Con Fico Bologna pensa in grande, c’è anche Bottura

FICO1Cinquemila posti di lavoro dei quali 1.340 diretti, fatturato di 80 milioni, un progetto che è strutturato come fondo immobiliare che ha già raccolto 40 milioni. Dopo le anticipazioni di dicembre, la Fabbrica italiana contadina (F.i.Co) di Bologna, che aprirà nel 2015 sull’area del Centro agroalimentare (Caab), si presenta a Milano in grande. Con una notizia dell’ultimo minuto: designer dei piatti della parte ristorazione sarà il pluristellato chef Marco Bottura dell’Osteria Francescana di Modena, un ‘talebano’ della qualità. Ed è proprio sul canovaccio della qualità, ma alla portata di tutti, con la previsione di 6 milioni di visitatori annuali, che lo hanno fatto definire anche come una ‘Disneyland del cibo’, che si basa il progetto. ”In vista dell’anno dell’Expo – spiega il presidente del Caab Andrea Segrè – è arrivato il momento di trovare una ‘casa’ stabile per custodire, raccontare e tramandare una delle risorse più vitali dell’economia italiana: il cibo. Per questo, d’intesa con il sindaco di Bologna, nel 2012 abbiamo pensato a un parco agroalimentare, condividendo poi il progetto con il presidente di Eataly Oscar Farinetti”. Con Expo ci sarà un ”forte legame”, ma la differenza è chiara: l’esposizione milanese – che dura sei mesi – può fare da traino, mentre la F.i.co è un investimento a lunga gittata. Il progetto – del quale EY è global financial advisors – si sviluppa attraverso 80.000 metri quadrati che permetterà di rappresentare l’enogastronomia italiana dalla genesi alla fruizione finale con stalle, acquari, campi, orti, officine di produzione, laboratori, banchi serviti, grocery e ristoranti. ”Sarà un luogo immenso e gioioso dove la bellezza dell’agroalimentare verrà narrata dalla sua nascita fino al suo arrivo nel piatto e nel bicchiere”, commenta Oscar Farinetti. Il fondo immobiliare per la sua realizzazione avrà durata di 40 anni e un ammontare compreso tra 95 e 400 milioni. ”E’ una grande opportunità poter gestire il Fondo Pai (Parco agroalimentare italiano), un progetto ‘alternativo’ per il quale si stanno interessando anche investitori internazionali”, aggiunge Andrea Cornetti, responsabile del Business development di Prelios Sgr. Per ora circa un terzo dei sottoscrittori sono del mondo cooperativo, un terzo di quello bancario e un terzo delle categorie professionali. Grande attenzione anche al lato ambientale: tutto viene realizzato sull’esistente area Caab e l’energia sarà prodotta dal più grande impianto fotovoltaico d’Europa, montato suoi tetti delle nuove strutture. (di Alfonso Neri) (ANSA)

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