Confagri, l’allarmismo sulle carni rosse non fa bene a consumatori e allevatori

carne 3“Alleviamo salute, la carne tra timori e verità”: è l’appuntamento convegnistico, promosso da Confagricoltura Asti, che si terrà venerdì 6 novembre presso la locale Camera di Commercio, al quale è previsto l’intervento anche del presidente nazionale Mario Guidi.
 “Non ci sottraiamo al confronto, anzi lo sollecitiamo – sottolinea Confagricoltura – ma, sul settore della carne, riscontriamo un allarmismo inutile, con ripercussioni sui consumi che potrebbero essere peggiori del periodo della BSE. Si sta facendo una pericolosa caccia alle streghe”.
 “I rapporti monografici dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (AIRC) – osserva Confagricoltura – si basano sull’identificazione degli agenti di rischio e non sulla valutazione del rischio. I risultati raggiunti (di cui peraltro ieri sono stati solo anticipati alcuni primi elementi), non devono quindi portare a conclusioni affrettate. Occorre attendere tutti i dettagli della complessa analisi e le sue indicazioni vanno comunque sottoposte dai governi e dalle agenzie sanitarie internazionali, a valutazioni del rischio. Tanto più che, come dichiarato dallo stesso direttore della AIRC, Christopher Wild, la carne rossa ha valore nutrizionale”.
 “Il consumo di carni rosse e preparate costituisce un eventuale possibile rischio solo nel caso di consumi eccessivi o di prodotti trasformati di scarsa qualità – precisa ancora Confagricoltura -; circostanze che tradizionalmente non trovano riscontro nei consumi nazionali. Esempio valido può essere la classificazione data dalla AIRC sulle radiazioni solari; è classificata come agente di rischio elevato, senza che ciò pregiudichi per l’uomo l’esposizione ai raggi solari, che può essere effettuata con le dovute precauzioni”.
 “Bisogna bilanciare al meglio i possibili rischi del consumo che, per la carne rossa, sono solo ipotetici, con i benefici nutrizionali che sono indiscutibili – conclude Confagricoltura -. Intanto i danni economici che si stanno creando al settore zootecnico nazionale sono enormi ed acuiscono le enormi difficoltà che già vivono le aziende del settore”.
 
 

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