Confagri: nel primario crisi e riorganizzazione

trattoreLa perdita di quasi 17 mila aziende agricole va letto come un “segnale di sofferenza, ma anche di razionalizzazione e riorganizzazione da parte delle imprese di settore”. Così il presidente di Confagricoltura, Mario Guidi, commenta i dati del rapporto Unioncamere relativi alla nati-mortalità delle imprese italiane nel 2012. “Che la crisi faccia sentire i suoi effetti e aggravi la situazione è fuori discussione – spiega Guidi -. Non vorrei però che emergesse dalle analisi l’immagine di un’agricoltura che si arrende. Ci sono imprese strutturate, moderne e competitive che hanno messo in atto, già da tempo, precise strategie per fronteggiare le criticità”. Guidi ricorda a tal proposito i dati di un recente sondaggio Confagricoltura-Censis, che mostrano come le imprese più ‘evolute’ hanno adeguato gli impianti e le strutture produttive (75%), ridefinito le politiche di vendita (59%), riorganizzato le procedure di lavoro (57,3%), individuato nuove produzioni e colture (51,7%), ridefinito le funzioni di vertice (30,3%), mentre solo il 3,7% non ha apportato alcun cambiamento. “E’ chiaro allora – conclude – che la trasformazione delle imprese ha una forte incidenza sul dato che riguarda la chiusura di molte di loro. C’é da interrogarsi sull’ordine di grandezza di questa trasformazione, potendo essa rivelarsi significativa in ottica di crescita e di rafforzamento per le aziende agricole esistenti”.

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