Confagri: occorre più frutta nei succhi, ma la questione va affrontata a Bruxelles

pesche 4“Non sorprende la bocciatura della Commissione Politiche Ue della Camera dell’emendamento volto ad aumentare la percentuale di frutta in succhi e bevande analcoliche a base di frutta portandola dal 12 al 20 per cento”. E’ questo il commento di Confagricoltura.
“La Commissione europea, già in passato, si è più volte pronunciata sulla questione – spiega l’Organizzazione degli imprenditori agricoli – ritenendo tale disposizione inapplicabile in quanto lesiva delle norme europee in materia di libera circolazione delle merci”.
“È evidente – osserva ancora Confagricoltura – che la situazione meriterebbe di essere affrontata, ma nelle giuste sedi, quelle comunitarie, con un’azione determinata da parte del governo. In tal senso il richiamo alle regole europee che anche il ministro Martina ha fatto oggi, al ‘question time” alla Camera sull’etichettatura”.
Se una bibita si chiama aranciata o limonata, ad avviso di Confagricoltura, “è giusto che abbia una percentuale minima di succo di arancia o di limone e non solo bollicine”.
“Confagricoltura – conclude la nota di Palazzo della Valle – non può che essere favorevole ad una soluzione in questi termini, che porterebbe benefici a tutti: un prodotto più sano e più gustoso, che avrebbe sicuramente un maggiore appeal verso il consumatore e un canale di sbocco più ampio per le nostre imprese”.

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