Confagri Reggio Emilia, no allo spesometro per le piccole aziende agricole

Aziende Agricole 1“Solo burocrazia inutile!” così Lorenzo Melioli, presidente di Confagricoltura Reggio Emilia, definisce senza mezzi termini lo “spesometro”, entrato in vigore da oggi, e la nuova dichiarazione che per la prima volta i piccoli agricoltori dovranno inviare al fisco entro il 20 aprile prossimo.
Se il Parlamento non modificherà in tempo utile la legge che ha convertito il decreto 179/2012, i produttori agricoli con volume d’affari 2013 inferiore o pari a 7.000 euro, dovranno comunicare al fisco in forma telematica l’elenco clienti e fornitori, nonostante la legge li esoneri da tutti gli obblighi contabili e dichiarativi.
Confagricoltura, singolarmente e nell’ambito di Agrinsieme, il coordinamento tra Cia, Confagricoltura e Alleanza delle cooperative del settore agroalimentare, ha sempre denunciato questo adempimento come inutile e oneroso. Già cancellato dal Senato durante la discussione della legge di stabilità, lo spesometro è stranamente ricomparso nella discussione alla Camera.
“Chi ha interesse a creare questo nuovo balzello a carico dei piccoli agricoltori? Troppo spesso le associazioni sono state accusate di provocare esse stesse burocrazia per auto alimentarsi. Per Confagricoltura non è così e lo vogliamo dimostrare – afferma Melioli. Noi chiediamo che lo spesometro per i piccoli agricoltori sia eliminato, così come tutti gli adempimenti burocratici inutili”.
Ed è proprio la burocrazia che – rimarca Confagricoltura – sta causando problemi non indifferenti all’agricoltura. Basti pensare che un’azienda agricola italiana per assolvere a tutti gli adempimenti burocratici spende, in media, 2 euro ogni ora di lavoro, 20 euro al giorno, 600 euro al mese, 7.200 euro l’anno. Non basta. Occorrono otto giorni al mese per riempire le carte richieste dalla Pubblica amministrazione centrale e locale. In pratica, cento giorni l’anno.
“Qualche associazione ha cercato di giustificare lo spesometro sostenendo che serve per la “rintracciabilità” dei prodotti agricoli – afferma Roberto Iotti, direttore di Confagricoltora Reggio Emilia. Niente di più falso, basta leggere le istruzioni ministeriali. Chi acquista da piccoli agricoltori emette autofattura e compila lo spesometro indicando la propria partita Iva e non quella del produttore. Nessuna rintracciabilità quindi, ma solo burocrazia e costi inutili. Per gli associati di Confagricoltura che dovranno inviare lo spesometro, svolgeremo il servizio gratuitamente. Vogliamo dimostrare in modo chiaro che stiamo dalla parte degli agricoltori, contro la burocrazia; nessun compromesso o sospetto!” Inoltre – conclude Iotti – continueremo ad appoggiare le iniziative parlamentari per l’eliminazione di questo obbligo”.

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