Confagri, urge l’accordo sul prezzo del pomodoro da industria

pomodoro raccolta“Vogliamo sederci ad un tavolo con gli industriali per trovare un accordo su un prezzo minimo sostenibile”. Commenta così Marco Nicastro, presidente della Federazione nazionale di prodotto (Fnp) del pomodoro da industria di Confagricoltura, i primi passi tra parte agricola ed industriale per definire le regole della prossima campagna del pomodoro trasformato iniziata, ancora una volta, senza accordo sul prezzo e senza certezza del ritiro del prodotto. “A causa di una mancata programmazione – spiega Nicastro – le quantità prodotte risultano eccedentarie rispetto al fabbisogno dell’industria che ritira a prezzi stracciati; occorre arrivare ad un accordo entro gennaio, stabilendo quantità da consegnare e prezzo minimo remunerativo per la parte agricola”. Ma la trattativa partita nel Nord Italia non lascia ben sperare: l’industria, per scongiurare un surplus produttivo, avrebbe stabilito un prezzo inferiore di 5 euro/ton rispetto all’anno precedente, scendendo sotto gli 80 euro per tonnellata. E un imprenditore, secondo il presidente, non può continuare a produrre sotto costo”. La Fnp fa presente che su 80 centesimi quanto costa al dettaglio una confezione di pelati da 400 grammi, all’imprenditore agricolo vanno 4 centesimi. Secondo Nicastro, “si tratta di un problema di etica contrattuale che oggi trova un alleato nell’art. 62, laddove stabilisce la sanzionabilità di pratiche sleali”. (ANSA)

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