Conserve Italia, forte deficit di materie prime a causa del maltempo

pomodoro lavorazione“Piogge intense e costanti, unite a temperature ampiamente sotto la media del periodo hanno caratterizzato quella che è stata senza dubbio una ‘maledetta’ primavera per il settore agricolo italiano”. Così Paolo Sgorbati, direttore produzioni e servizi agricoli del gruppo Conserve Italia (leader europeo nella trasformazione e commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli con i marchi Cirio, Valfrutta, De Rica, Yoga e DerbyBlue), commenta la situazione delle principali produzioni agricole trasformate dal colosso cooperativo alla luce del maltempo.
“Da gennaio a maggio 2013 – spiega Sgorbati – le straordinarie precipitazioni piovose registrate in tutte le nostre aree produttive (dalla Pianura Padana alla Maremma tosco-laziale fino alla Capitanata pugliese), anche quattro volte superiori agli indici normali, insieme alle temperature decisamente più basse rispetto della media, hanno messo in ginocchio molte importanti produzioni agricole”.

Albicocche e pesche
“Il forte deficit produttivo che ha interessato le albicocche (-50% sul 2012) – afferma Sgorbati – è stato provocato sia dall’alternanza caratteristica della specie (questo è un anno di scarica), sia dalle avversità climatiche. Un’analoga situazione si è registrata anche negli altri principali bacini produttivi mediterranei (Spagna, Grecia e Francia). Seppur di entità inferiore, una contrazione produttiva simile è ipotizzabile anche per le altre drupacee e per le pere”.

Piselli e mais dolce
Tra gli ortaggi, il pisello è senza dubbio una delle specie più penalizzate dall’anomalo andamento climatico di questa primavera che ha causato una contrazione di oltre il 30% delle superfici seminate e determinerà quasi sicuramente una diminuzione generale della produzione. “Alla luce di questa situazione – sottolinea Sgorbati – abbiamo dovuto prolungare il periodo di semina al fine di aumentare il più possibile i quantitativi disponibili per la lavorazione, agevolare i programmi di coltivazione dei nostri soci e garantire le forniture alla nostra clientela”.
“Situazione analoga anche per il mais dolce, con un’estensione forzata del normale periodo di semina – dichiara Sgorbati. Per seminare questa specie abbiamo potuto utilizzare molte superfici che i nostri soci avevano destinato ad altre colture, come barbabietola e soia, ma che non avevano potuto utilizzare per le piogge battenti o la mancanza di sementi. Grazie a queste nuove superfici seminate riteniamo che le prospettive per la campagna 2013 siano notevolmente migliorate”.

Pomodoro
Per il pomodoro, che rappresenta la quota principale della produzione trasformata da Conserve Italia, tutti gli areali di coltivazione della Pianura Padana orientale, della Maremma e della Capitanata pugliese hanno evidenziato effetti negativi per l’anomalo andamento climatico. “Al nord Italia – sottolinea Sgorbati – i trapianti si sono conclusi più tardi del solito e non è stato possibile rispettare la normale programmazione. Per questo prevediamo che la campagna registrerà un ritardo e probabilmente nella seconda parte sarà caratterizzata da un afflusso massiccio di prodotto. Da sottolineare poi che si sono evidenziati problemi fitosanitari causati dai forti attacchi di Peronospora e Batteriosi; in ogni caso è stato possibile contenere i danni in campagna grazie alla tempestività e all’efficienza del Servizio di assistenza tecnica attuato da Conserve Italia e dalle cooperative associate”. In Centro Italia, l’alluvione di novembre 2012 e le persistenti piogge dei mesi successivi hanno modificato i programmi di trapianto determinando uno spostamento degli impianti verso zone meno colpite, in prossimità di Grosseto: in questo modo l’intero programma risulta più regolare, anche se pure in questo caso l’avvio della campagna sarà posticipato di qualche giorno. Per quanto riguarda il Sud, le motivazioni dell’irregolarità dei trapianti in Puglia non vanno ricercate solo nelle sfavorevoli condizioni climatiche, ma anche e soprattutto nei rapporti poco chiari tra OP e industria che hanno lasciato i produttori nella totale incertezza circa le scelte colturali da compiere in assenza di accordi contrattuali tra le parti. Grazie alla forte fidelizzazione che ha saputo costruire negli anni con la propria base produttiva, Conserve Italia è riuscita a programmare una buona campagna di trapianti anche in Capitanata.

Legumi secchi
“Un discorso a parte – prosegue Sgorbati – merita il comparto dei legumi secchi, soprattutto per quanto concerne ceci, fagioli cannellini e fagioli borlotti: qualche anno fa Conserve Italia ha avviato un progetto per la coltivazione di queste specie in Italia. Abbiamo iniziato con i ceci e dopo tre anni abbiamo raggiunto l’autosufficienza con il prodotto nazionale, coltivato in Maremma e Puglia. Per i fagioli cannellini siamo in fase di crescita e contiamo di arrivare all’autosufficienza nel giro di due anni. Le zone interessate a questa coltivazione sono i territori più vocati di Puglia e Sardegna. Per il comparto dei legumi secchi ci siamo evoluti sia dal punto di vista delle tecniche colturali, sia della meccanizzazione, in quanto non esisteva in Italia alcuna esperienza precedente in tal senso. Oggi invece abbiamo a disposizione un significativo background di esperienze da mettere a disposizione dei nostri soci che si sono avvicinati e si avvicinano a queste nuove colture”. “A questo proposito – conclude Sgorbati – è giusto sottolineare la forte sinergia con la nostra società sementiera Tera Seeds, che ci ha affiancato con la moltiplicazione, selezione e fornitura di sementi, prima pressoché indisponibili nelle grandi quantità da noi richieste. Dalla campagna 2013 poi nello stabilimento di Ravarino (MO) sarà operativo un nuovo impianto per la pulizia, selezione e calibratura di tutti i legumi secchi, con il contributo di un avveniristico modello di selezionatrice ottica di ideazione e costruzione italiana. Questo impianto ci darà la possibilità di gestire il prodotto in maniera più diretta e precisa e di remunerare in maniera più adeguata il lavoro dei soci”.

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