Consiglio Ue: con regia italiana avvio riforma pesca

FavignanaE’ sotto la regia della Presidenza italiana dell’Ue, in un clima molto positivo, che nell’ultimo Consiglio dei ministri della pesca del 2014, a Bruxelles, si sono gettate le basi per avviare la nuova politica comune per il settore, con una particolare attenzione alla sostenibilità ambientale. Particolarmente soddisfatto del lavoro svolto il sottosegretario alla pesca Giuseppe Castiglione che sul fronte italiano può sancire l’aumento – dopo sette anni – delle quote per il tonno rosso e assicurare che nessuna nuova misura di gestione verrà presa per la pesca del pesce spada. Ma anche annunciare l’introduzione di nuovi strumenti per evitare all’Italia di perdere i vecchi fondi strutturali 2007-2013 e la messa in cantiere di un piano regionale per la pesca artigianale. “Abbiamo avuto una grande responsabilità – ha spiegato Castiglione – in quanto a noi spettava stabilire le regole quindi trovare un giusto compromesso. Per questo abbiamo lavorato alto per avere un ampio consenso sui punti più qualificanti della nuova politica comune della pesca: il raggiungimento del tasso di rendimento massimo sostenibile per la pesca di ogni specie, e l’obbligo di sbarco di tutto il pescato al di sopra di un certo quantitativo”. Intanto per le marinerie italiane arrivano buone notizie. In primo luogo, il Consiglio Ue ha oggi sancito l’aumento della quota di tonno rosso che l’Italia potrà pescare nel 2015, passando da 1.950 a 2.302,8 tonnellate, rispetto ad una quota totale europea di 9.302,92 tonnellate. “Finalmente – ha commentato Castiglione – sul tonno rosso registriamo un’inversione di tendenza per la prima volta dal 2007”. Ora – precisa il sottosegretario – parte una nuova stagione e una nuova strategia per il settore: stiamo lavorando ad un piano nazionale per la pesca artigianale che ci permetterà di dotarci di tutti gli strumenti di programmazione e pianificazione che stanno in linea con le regolamentazioni comunitarie, però guardano alle nostre realtà locali. Va detto anche che l’Italia giocando d’anticipo ha già approvato un piano di gestione con i Partner Sud dell’Ue – di cui ha fatto la regia – per la pesca di sardine e di acciughe in linea con la nuova riforma del settore. E proprio sfruttando le nuove regole le marinerie italiane dal primo gennaio 2015 saranno esentate dall’obbligo di sbarco per i quantitativi minimi pescati. Novità importanti anche sul fronte dei fondi strutturali. Per evitare di perdere risorse sugli aiuti stanziati dal Fondo europeo della pesca (Fep) 2007-2013, Castiglione ha annunciato di stare adottando una strategia per aumentare il livello di cofinanziamento comunitario dei programmi, dal 50% al 75%. Il restante 25% verrebbe diviso tra Stato e Regione che parteciperebbero nella misura del 12,5% ciascuno. Insomma, si sta presentando un’occasione unica per una lungimirante programmazione del settore anche grazie alle nuove misure di gestione sull’utilizzo dei fondi 2014-2020. “Vogliamo dare un segnale a chi vuole investire a chi vuole diversificare – ha concluso Castiglione – aggiungendo: lavoreremo anche su progetti di acquacoltura, e pesca-turismo. Dalle Regioni ci aspettiamo sinergia e collaborazione. (Di Patrizia Lenzarini – ANSA)

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