Consorzio Aceto Balsamico: dal Codacons ingiustificato allarmismo

Le dichiarazioni di Codacons sulla vicenda dell’ aceto balsamico di Modena diffondono ingiustificato allarmismo e sviano l’opinione pubblica dai veri problemi delle denominazioni registrate, in particolare della nostra IGP”. Lo afferma Cesare Mazzetti, presidente del Consorzio Aceto Balsamico di Modena, a proposito dell’annuncio del Codacons che il ministero delle politiche agricole ha accolto i dubbi sollevati dall’associazione dei consumatori su un sistema di classificazione dell’aceto balsamico di Modena (definito ‘a foglie’) ancora usato da alcune aziende ma ritenuto vietato dal riconoscimento comunitario ”Codacons – osserva Mazzetti – riprende una propria posizione risalente a gennaio 2010 in merito all’utilizzo da parte dei produttori di Aceto Balsamico di Modena IGP di simboli grafici di vario genere (foglie, botti, grappoli, aquile, colori, etc) per indicare prodotti di caratteristiche, e prezzo, diversi nella propria gamma produttiva. Le istituzioni effettuarono approfondimenti onde verificare la conformità di queste prassi al disciplinare produttivo, senza fermarne l’utilizzo, che oggi appare essere approvato dall’ Organismo di controllo, ed esteso a gran parte della intera produzione sul mercato”. ”Al Consorzio Aceto Balsamico di Modena – prosegue Mazzetti – risulta che nei mesi scorsi vi sia stata una sanzione dell’ Ispettorato Controllo qualità del ministero per un collarino/etichetta non conforme utilizzato da un produttore, con diciture che potevano essere considerate ingannevoli. Il produttore ha provveduto alla distruzione di detti collarini. Non ci è dato capire quale sia la ufficialità delle fonti del Codacons, ma non risulta affatto che il ministero abbia espresso alcun dubbio sulla ‘tenuta’ della IGP, che al contrario appare solida e ben presidiata dal ministero, dall’ Organismo di Controllo e dai produttori. Il nostro Consorzio si è già espresso con una nota al ministero competente, esprimendo la propria posizione e chiedendo un chiarimento”. ”Sembra, allora come oggi – conclude Mazzetti -, una azione sorta da una segnalazione interessata di alcuni produttori, il cui obiettivo è ben lontano dalla protezione della IGP dell’Aceto Balsamico di Modena, e appare chiaro come l’intento principale sia quello di creare scompiglio, allontanando invece l’interesse dal problema principale che assilla i produttori e tutto il mercato, ovvero quello delle imitazioni ed evocazioni del ‘balsamico”’.(ANSA).

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