Consorzio Piadina, con Igp basta a imitazioni

piadinaDal 4 novembre la Piadina Romagnola ha ottenuto la certificazione Igp (Indicazione geografica protetta) dalla Commissione europea. Ora le 21 aziende riunite nel Consorzio della piadina romagnola mettono in campo una serie di iniziative, tra cui anche la presenza a Expo 2015, con degustazioni, laboratori, workshop con la stampa straniera e incontri. Sono già attivi quattro educational tour a Berlino, Parigi, Londra, e Madrid. E il 28 dicembre ai Magazzini del sale di Cervia ci sarà una grande festa con l’anteprima della Piadina Romagnola Igp. Ma da oggi, ha ricordato l’assessore all’agricoltura dell’Emilia-Romagna Tiberio Rabboni che tanto ha voluto questo risultato, “questo riconoscimento dice a tutti che la piadina romagnola non la si può fare fuori dal suo territorio (cioè la Romagna, ndr) e chi lo fa viene perseguito e sanzionato”. Il disciplinare infatti individua gli ingredienti della ricetta (farina, acqua, sale, grassi come strutto o olio di oliva, e lievitanti). Vieta conservanti e additivi, e spiega che per essere Igp deve essere confezionata solo nelle zone stabilite, dividendola in ‘piadina romagnola Igp (quella di diametro minore e più spessa) e ‘piadina romagnola Igp alla riminese’ (piõ ampia e sottile). Rabboni non ha negato che arrivare ad un unico disciplinare abbia comportato anche del ‘fuoco amico’ in regione: “mi auguro che cessi e che cessino le polemiche, e che tutti collaborino per trasformare l’Igp in una opportunità per tutta la Romagna”. Ricordando le polemiche che precedettero l’Igp per l’aceto balsamico di Modena, ma che “dopo le aziende che ha voluto continuare a far aceto balsamico ha dovuto trasferire la produzione o fare investimenti a Modena”. Quanto ai chioschi, il direttore generale del Consorzio, Paolo Migoni, ha spiegato che chi non vuole sottoporsi alle verifiche e al rispetto del disciplinare può sempre produrre la piada, o piadina, basti che non la chiami ‘romagnola’. In merito invece alla sentenza del Tar del Lazio che ha accolto il ricorso di una ditta di Modena contro il disciplinare, il dg ha spiegato che il consorzio ha fiducia che il Consiglio di Stato dia loro ragione, e che nel frattempo valgono le normative in corso, “quello per la tutela transitoria entrata in vigore nel gennaio 2013, ora la norma che riconosce l’Igp”. (ANSA)

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