Consumi alimentari: dopo la crisi tornano a crescere. Bene premium, bio e acquisti on-line

Il carrello della spesa in un supermercato in una foto d'archivio.  ANSA / FRANCO SILVI

Il carrello della spesa in un supermercato in una foto d’archivio.
ANSA / FRANCO SILVI


Il consumatore italiano è attento alla qualità, alla provenienza, all’aspetto salutistico del cibo e apprezza la possibilità di acquistarlo online. Ma soprattutto la buona notizia è che i consumi per il cibo e le bevande sono tornati a crescere con decisione in Italia nel 2015 facendo segnare un +1,8 per i volumi e un rotondo +3% per il valore. Sono i dati emersi da due diverse ricerche condotte da Iri e Ipsos Italia sulle tendenze dei consumi alimentari al centro del convegno ‘La filiera alimentare dopo Expo’, identikit del consumatore food & beverage italiano, organizzato da Tuttofood, la biennale Milano World Food Exhibition di FieraMilano la cui prossima edizione è in calendario per il 2017. Ne emerge un quadro nel quale primeggiano prodotti premium dai sapori regionali o etnici. E poi salutari, biologici e sostenibili. Ma anche facili da trovare online, il nuovo “negozio gourmet”. Se i principali fattori di acquisto, infatti, rimangono la freschezza e il prezzo (entrambi con il 71% di preferenze) seguiti a un paio di lunghezze dal gusto (53%), tra gli elementi di attenzione crescono la tracciabilità delle materie prime (37%) e le preoccupazioni dietistiche (18%). Continua l’onda lunga del biologico (14%) e comincia a essere citata la sostenibilità (12%). Fra i trend salutistici spicca ancora il free-from, sospinto non solo dalle intolleranze (sono quasi un terzo le famiglie con almeno un componente interessato, il 32%), ma anche dai sempre più numerosi vegetariani e vegani (presenti in circa un quinto delle famiglie, il 19%): per il 2015 le crescite in valore sono state a due cifre, 31% per i lavorati senza glutine e 15% per i prodotti senza lattosio. In tema di evoluzione dei gusti, nell’ultimo decennio fanno registrare grandi exploit l’etnico, che tocca un indice di 163,6, i piatti pronti con 134,1 e i prodotti luxury con 126,2. Una crescita che interessa non solo la spesa al supermercato, ma anche le scelte nei pasti fuori casa, dove l’Italia è ormai il terzo mercato d’Europa con un giro d’affari nel 2015 di 2,7 miliardi e che crescerà ancora quest’anno. Salgono al 33% gli italiani che dichiarano di consumare un pasto fuori casa almeno una volta la settimana. Nelle tendenze gli italiani si confermano grandi estimatori del fresco, che continuerà a essere la gamma più richiesta dal 65%, e dei prodotti tipici, preferiti dal 58% con quote importanti anche per il biologico (43%) e sostenibile (40%). Nei modi d’acquisto irrompe l’on-line: il 17% degli italiani compra cibo su Internet almeno una volta a settimana.

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