Consumi: studio, 59% italiani ha ridotto quelli alimentari

>>>ANSA/ VOLA L'INFLAZIONE, PREZZI RECORD PER CARRELLO DELLA SPESAIl 59% degli Italiani ha ridotto i consumi personali nell’ultimo anno. Un quadro negativo di diminuzione dei consumi che vale per il 59% della popolazione (22,7 milioni di Italiani) cui si aggiunge un 28% del campione che ha mantenuto “stabili” i propri consumi (10,7 milioni pari al 2%) ma il cui riferimento e’ di una base di spesa gia’ ridotta negli ultimi anni.
La diminuzione dei consumi e’ stata per quasi un terzo assai consistente: al di sopra della media troviamo gli ultra 34enni, i residenti in Lazio e al Sud oltre che nei piccoli comuni, i lavoratori autonomi e i salariati con gli ‘inattivi’ (pensionati, casalinghe, studenti, disoccupati).
E’ quanto emerge da una ricerca su “Gli Italiani e i consumi alimentari nel fuoco della crisi”, di Granarolo, che inizia oggi a Milano un ciclo di iniziative sul futuro del Paese: “Granarolo per il domani”. Il dibattito del primo incontro, moderato dal direttore del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia, Fiorenzo Galli, prende l’avvio dai risultati dello studio. A presentarli Enrico Finzi, presidente di Astraricerche, Gianpiero Calzolari presidente Granarolo, Rosario Trefiletti, presidente Federconsumatori, Andrea Segre’, direttore Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari dell’ Universita’ di Bologna, Adriano Turrini, presidente Coop Adriatica.
La crisi ‘picchia duro’ – spiega lo studio – su molti prodotti di consumo quotidiano, delle 29 tipologie di prodotti considerati solo per 2 (frutta e specialmente verdure) e’ positivo il saldo tra chi aumenta e chi cala dalla primavera 2012, mentre per tutti gli altri prodotti, quelli in calo battono quelli in crescita (di poco per pasta, uova, latte ad alta digeribilita’, latte UHT, acqua minerale, caffe’, latte fresco, integratori alimentari; di piu’ per cibi dietetici, pane, olio, yogurt; molto per surgelati, biscotti, formaggi, pesci, condimenti/sughi, vino; moltissimo per birra, cracker/snack salati, merendine, cioccolata, bevande gassate; ancora di piu’ per gelati industriali, carne rossa, dolci/torte).Nell’ultimo anno i consumatori dichiarano di dare maggior importanza a certi fattori: ai prezzi (80%) e anche alla sicurezza (62%), all’origine (57%), alla qualita’ (50%) del food & beverages. Ridurre lo spreco alimentare e’ tuttavia la strategia piu’ condivisa in tempo di crisi: ben il 90% riferisce d’un maggior impegno proprio e dei propri familiari nel ridurre gli sprechi – con i maschi e i giovani lievemente sotto media. Come? Acquistando meno prodotti (52%), conservando e utilizzando gli avanzi (50%), acquistando confezioni piu’ piccole (20%).
Di piu’, e’ in atto un “ritorno a casa”: la gente mangia assai di piu’ in casa (64%) e meno al bar (67%) o al ristorante (66%) o in mensa (42%); preferisce i prodotti scontati/in promozione (60%); ‘taglia’ i cibi etnici (37%); recupera cibi e ricette tradizionali (29%). Colpisce poi che una parte non piccola dichiari di saltare alcuni pasti (18%); di fare meno da mangiare per puro piacere (13%); e persino di ridurre il numero delle porzioni ai pasti (2%).
I nostri connazionali appaiono disposti a ridurre – volenti o nolenti – le quantita’ ma cercano in ogni modo di non cedere sulla qualita’ di quel che mangiano e bevono: infatti, il 61% e’ riuscito nell’ultimo anno a difenderla e l’11% addirittura a migliorarla, col restante 28% che e’ stato costretto a ridurla (nella meta’ dei casi solo per taluni prodotti).
“Granarolo vuole affrontare pubblicamente con il mondo delle istituzioni, delle imprese, delle associazioni il tema dell’urgenza delle riforme necessarie alla protezione delle filiere italiane per il rilancio dell’economia del Paese. A pochi giorni dalla formazione di un nuovo Governo, vogliamo attirare l’attenzione su un settore che puo’ contribuire significativamente al rilancio del Paese – ha dichiarato Gianpiero Calzolari presidente di Granarolo. Un settore che ha prospettive importanti per l’occupazione, l’export, la percezione internazionale del nostro Paese”.
“E’ del tutto chiaro che questo del cibo sia il tema su cui si giocheranno le piu’ importanti partite in Europa nei prossimi mesi – dichiara Rosario Trefiletti, presidente Federconsumatori. La ricchezza e la qualita’ del mangiare italiano non e’ solo riconosciuta dai consumatori nazionali ma dovrebbe essere utile per il rilancio del Paese sul piano internazionale. E’ percio’ essenziale che ci siano a Bruxelles associazioni di consumatori che difendano l’agroalimentare dell’Europa del Sud”. (AGI)

Scrivi un commento

Utilizza gravatar per personalizzare la tua immagine

Copyright © 2009 Con I Piedi Per Terra . All rights reserved.
Copyright © GTV s.r.l.
Sede legale V.Bonazzi, 51 - 40013 Castelmaggiore (Bo) - Sede opertiva v. L.Manara, 6 - 40128 Bologna
tel: 051 63236 - fax 051 6323602 - fax redazione 051 6323609
P. Iva 01607481205 - C.F 01161880388 - R.E.A. 347487 - R.I.BO 01161880388 - C.S. € 1.550.000,00 Vers. € 1.445.375,00
Concessionaria per la Pubblicità Publivideo2 Srl.