Consumo suolo Italia viaggia al ritmo di 10 mq al secondo

cementificazioneL’Italia perde 10 metri quadrati di suolo al secondo, 90 ettari al giorno. Un ritmo che è diventato incalzante dal dopoguerra in poi, quadruplicando il suo incedere, tanto che negli ultimi 50 anni si è arrivati a ricoprire di cemento il 7,5% del territorio nazionale. Facendo una previsione che guarda di qui a 20 anni, a questa velocità di ‘consumo’, verrebbero inghiottiti 660 mila ettari di ‘terra’; sarebbe insomma come cancellare un’area grande quanto il Friuli Venezia Giulia. Un’immagine, questa, che è contenuta nel nuovo report del Wwf, prodotto grazie ai dati dell’iniziativa ‘Riutilizziamo l’Italia’. Il Wwf chiede di ”intervenire urgentemente” soprattutto per non dissipare questa ”risorsa” e ”bene comune”, ricordando che il Parlamento deve al più presto approvare il ddl sul consumo di suolo. Nello studio dell’associazione del Panda – pubblicato in un e-book che vede la collaborazione di 40 docenti di 12 diversi e atenei, e che cade nell’anno dedicato dalle Nazioni Unite ai suoli – si fa presente che l’indice di urbanizzazione pro-capite a livello nazionale è passato in 50 anni dai 120 metri quadrati per abitante agli oltre 370 attuali. Il Wwf fa presente che ci sono aree dove la situazione è ”allarmante”, come in Lombardia dove ”il valore raddoppia fino a 719 metri quadrati; oppure nei comuni che si affacciano sull’Adriatico che hanno visto perdere 10 km di costa all’anno. A livello mondiale il report mette in evidenza che un quarto del potenziale netto della Terra è già utilizzato dalle popolazioni umane sia direttamente attraverso le coltivazioni per il 53% sia indirettamente per i cambiamenti di uso del suolo in generale (40%) che a causa di incendi (7%). L’impatto maggiore di questi fattori combinati insieme è più rilevante nel nord America, in Europa e nel sud-est asiatico. Oggi infatti secondo il Wwf 31 dei 35 posti ad ‘alta priorità’ al mondo hanno problemi legati all’uso del suolo: in più di un terzo di queste aree ci sono infrastrutture (inclusa l’urbanizzazione) e biomasse; altri fattori sono poi le coltivazioni di palma da olio, di canna da zucchero, di cacao e piantagioni per la produzione carta, ma anche coltivazioni ad intensità, attività minerarie. Il Wwf offre poi un esempio della pressione che subisce la natura: un ”assedio” per le aree tutelate dell’Europa (Rete Natura 2000) che in 50 anni hanno visto passare, alla distanza di un km di prossimità di larghezza, la densità di urbanizzazione dal 2,7% al 14% dopo il 2000. Di questo passo sembra lontano raggiungere l’obiettivo di ”consumo netto di suolo pari a zero per il 2050”, anche se – conclude il Wwf – a livello globale si riflette sul ridimensionamento e l’ampliamento del verde delle città, come a Londra e a New York. (di Tommaso Tetro – ANSA)

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