Consumo Suolo: ministro Martina, urge più che mai legge visti disastri

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“L’intervento normativo sul contenimento del consumo del suolo è ancora più urgente visti gli effetti degli eventi calamitosi di questi mesi che dimostrano come occorra una regolamentazione precisa e vincolante per ridurre il consumo del suolo al fine di prevenire i disastri naturali”. Lo afferma il ministro delle politiche agricole Maurizio Martina in audizione presso le Commissioni riunite Ambiente e Agricoltura della Camera sul ddl a difesa del suolo. “Le risorse naturali e il paesaggio sono un patrimonio prezioso e limitato – aggiunge Martina – In tal senso, ritengo particolarmente importante che l’articolo 1, comma 1, del disegno di legge al nostro esame definisca il suolo come un bene comune e come una risorsa non rinnovabile”. “I dati sulla cementificazione, come sapete – prosegue Martina – dimostrano che questo fenomeno negli ultimi 40 anni in Italia ha sottratto all’agricoltura una superficie pari a oltre 1,5 milioni di ettari, ormai non più riconvertibili per la produzione di cibo. L’agricoltura, è bene ricordarlo, svolge un ruolo insostituibile anche nella conservazione degli equilibri naturali e della stabilità del nostro territorio”. “La necessità di preservare tale patrimonio tuttavia non deriva solo da esigenze legate alla conservazione dell’ambiente – conclude Martina – ma intreccia il tema dell’autosufficienza alimentare. L’ Italia, infatti, importa prodotti agricoli, perché la produzione non arriva a soddisfare più dell’80% del fabbisogno”. Secondo il ministro Martina è anche necessario definire meglio la superficie agricola: “Sarebbe utile – ha spiegato – un intervento semplificatorio per individuare la superficie agricola esistente, che dovrebbe essere affidato alla deliberazione della conferenza unificata, previo parere di un comitato interministeriale”. “In proposito – osserva Martina -, si potrebbe immaginare una definizione più puntuale di superficie agricola, specificando la quantità di suolo che deve essere impiegato all’uso agricolo per consentire la qualificazione di un’area come superficie agricola. Parimenti occorrerebbe valutare quali impieghi agricoli possano effettivamente essere considerati utili ai fini della definizione di superficie agricola. Naturalmente dovrebbe essere fatta salva comunque la possibilità per le regioni e gli enti locali di prevedere maggiori garanzie in ragione della specificità dei rispettivi territori”. “L’individuazione di un criterio univoco consentirebbe, tra l’altro – conclude Martina – anche di superare eventuali incertezze e lungaggini nell’iter applicativo delle nuove disposizioni”. Quanto ai tempi di approvazione del ddl suolo il ministro ha detto che l’obiettivo è approvarlo entro l’anno.

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