Contraffazione: Confagri, danni per 1 miliardo e 40.000 posti di lavoro persi

“La contraffazione comporta un danno all’agroalimentare di 1,1 miliardi di euro. Una vera e propria aggressione alle produzioni del nostro Paese che crea una perdita economica e d’immagine enorme, che vale quasi 40 mila posti di lavoro del settore”. Lo ha detto il delegato per l’Expo e presidente di Confagricoltura Milano–Lodi, Antonio Boselli, intervenendo agli Stati Generali sulla Contraffazione a Milano.
“La contraffazione – ha spiegato Boselli – è un fortissimo attacco al sistema agricolo e a tutto l’agribusiness che rappresentano oltre il 15% del Pil del Paese e garantiscono più del 10% dell’occupazione nazionale”.
“È difficile difendere l’immagine dei nostri prodotti agroalimentari perché non esiste ancora una legislazione efficace in campo internazionale che consenta una adeguata protezione – ha ricordato il rappresentante di Confagricoltura -. Più che di iniziative private, come la costituzione di nuovi marchi nazionali, siamo convinti che l’azione prioritaria di tutte le componenti produttive e istituzionali italiane debba essere l’impegno in ogni sede internazionale, affinché vengano attuati ed ampliati gli strumenti legislativi a tutela delle produzioni agroalimentari”.
Per combattere il fenomeno, sarà fondamentale il previsto organismo europeo per la lotta all’agropirateria, che Confagricoltura si augura assuma le caratteristiche di un’agenzia ‘di intelligence’ in grado di effettuare i controlli e perseguire i colpevoli. Serve anche un intervento, in sede WTO, per tutelare il sistema comunitario delle indicazioni geografiche, degli standard tecnici in campo ambientale e sociale.
“Nel settore agroalimentare – ha ribadito Boselli – occorre potenziare anche l’azione informativa sui rischi per la salute dei prodotti contraffatti e sui danni che vengono causati all’economia del nostro Paese”.
L’indagine su “La percezione della contraffazione tra i consumatori”, commissionata dalla Direzione Generale per la Lotta alla Contraffazione e realizzata in collaborazione con alcune associazioni dei consumatori, presentata lo scorso giugno, evidenzia difatti, ad avviso di Confagricoltura, che c’è molto da fare anche per l’educazione dei consumatori.
Difatti, pur se il 90% del campione sa che comprare prodotti contraffatti è un reato e il 70% è consapevole che la contraffazione alimenta la criminalità organizzata e conosce potenziali rischi per la salute, quasi il 73% degli acquirenti dichiara di non sentirsi in colpa nei confronti del fisco. Le motivazioni dell’acquisto della merce contraffatta rimangono per lo più di natura economica: il prodotto contraffatto è percepito come più conveniente.

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