Paolo Bruni nominato Presidente delle Cooperative Agricole

Bruni
Paolo Bruni e’ da oggi il nuovo presidente della Cogeca, l’organizzazione che rappresenta oltre 40.000 cooperative agricole europee. Dalla tutela delle cooperative italiane Bruni passa cosi’ a quelle dell’Unione europea e i numeri sono ancora piu’ rilevanti: 660.000 addetti che trasformano e vendono piu’ del 60% di tutti i prodotti agricoli comunitari per un fatturato medio di 360 miliardi l’anno. Il suo incarico per i prossimi tre anni giunge in un momento cruciale per il futuro dell’agricoltura comunitaria e tra i suoi obiettivi c’e’ quello ”di tenere la la barra al centro della politica agricola europea”. Bruni ha subito sottolineato alcuni aspetti che, a suo svviso, si riveleranno decisivi per il futuro delle politiche europee. In primo luogo – spiega – ”l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, che modifica sostanzialmente per la Cogeca il proprio modo di fare rappresentanza: il Parlamento europeo e’ oggi un interlocutore che, con il meccanismo della codecisione (Consiglio-Parlamento Ue) necessita piu’ di ieri di essere costantemente coinvolto, informato e sensibilizzato”. Il secondo aspetto e’ relativo ”alla nomina del nuovo commissario europeo all’agricoltura, Dacian Ciolos. Il fatto che sia espressione di un paese ad alta vocazione agricola quale e’ la Romania – continua Bruni – ci lascia ben sperare sul fatto che si riesca a fare intuire la centralita’ dell’agricoltura nel contesto del bilancio europeo”. Terzo aspetto, il futuro della Politica agricola comune (Pac). ”Io trovo che sia improprio impostarlo partendo dalle disponibilita’ di bilancio, ossia prima i ministri finanziari decidono il budget, poi su quello si fa la politica agricola: si dovrebbe fare tutto il contrario”. Tra i problemi di grande attualita’ Bruni ha tenuto a citare ”la catena del valore che – dice – necessita di un equilibrio per dare la possibilita’ agli agricoltori di continuare a fare questo mestiere”. Insomma, ”occorre una comune sinergia operativa e i protagonisti della filiera devono darsi una mossa sulla strada delle aggregazioni che vanno troppo lentamente. L’Ue puo’ dare un forte contributo premiando chi si aggrega”. (da Ansa)

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