Corruzione al Mipaaf: truccate anche le gare per le iniziative nelle scuole


Tra gli appalti truccati dai dirigenti e funzionari pubblici del ministero delle Politiche Agricole ci sono anche quelli riguardanti iniziative nelle scuole italiane ed europee. L’inchiesta della Guardia di Finanza ha infatti accertato che tra i bandi di gara che sono stati oggetto di corruzione, c’è quello riguardante il progetto ‘Frutta nelle scuole’ – del valore di oltre 13 milioni – finalizzato ad aumentare il consumo di frutta e verdura da parte dei bambini e quello denominato ‘Food4u’, del valore di quasi 3,8 milioni, per la realizzazione nelle scuole di campagne di sensibilizzazione sull’importanza di un’alimentazione consapevole. Degli 11 arrestati, sono finiti in carcere l’ex capo di gabinetto dei ministri Galan e Zaia, Giuseppe Ambrosio, soprannominato ‘Centurione’ e considerato figura di spicco di tutta la vicenda; i dirigenti del ministero Stefania Ricciardi (moglie di Ambrosio) e Francesco Saverio Abate, il dirigente pubblico Ludovico Gay, il dirigente della Confederazione italiana agricoltori Alfredo Bernardini e l’impiegato del ministero Michele Mariani. Arresti domiciliari per il funzionario Luca Gaudiano, il direttore del Consorzio Parmigiano reggiano Riccardo Deserti, gli imprenditori Maria Claudia Golinelli, Luigi Cardona e Oliviero Sorbini.
Il “diffuso sistema corruttivo radicato” nel ministero, sostiene l’accusa coordinata dal procuratore aggiunto Nello Rossi e dal pm Stefano Fava, funzionava così: i dirigenti e i funzionari delle Politiche Agricole si mettevano d’accordo di volta in volta con alcuni imprenditori, per l’erogazione di contributi e finanziamenti pubblici, per la stipula di contratti e l’aggiudicazione di gare pubbliche in regime di favore – anche attraverso la predisposizione o la partecipazione pilotata ad alcuni bandi di gara – ricevendo in cambio compensi corruttivi di varia natura. Oltre alle somme di denaro, infatti, gli uomini della Guardia di Finanza hanno riscontrato che ai funzionari sono state pagate vacanze in Usa e Francia, soggiorni presso lussuosi resort e centri benessere in Italia, garantiti stage e fatte promesse di posti di lavoro per parenti, amici, amanti e persino forniti generi alimentari e oggetti d’arredamento. Ma non solo: il sistema era così ben oleato che funzionari, dirigenti e imprenditori si erano accordati, quando il finanziamento pubblico era ridotto e dunque non consentiva la redistribuzione tra tutti i pubblici ufficiali coinvolti, di ‘turnare’ il compenso per la loro corruzione. In pratica, l’imprenditore soddisfaceva a a turno la richiesta di un unico funzionario, con la certezza per gli altri di essere a loro volta soddisfatti alla prima occasione utile. Attraverso questo sistema gli imprenditori coinvolti sono riusciti dal marzo del 2007 al maggio del 2011 ad aggiudicarsi 32 milioni di finanziamenti pubblici. Figura di spicco dell’indagine è Giuseppe Ambrosio, ex capo di gabinetto di Zaia e Galan, attuale capo segreteria del sottosegretario Braga e direttore generale del Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura. L’accusa nei suoi confronti non è solo di aver favorito alcuni imprenditori dietro compenso, ma anche di aver cooperato alla concessione di contributi pubblici a favore dei comuni di Maratea e Todi (rispettivamente 63.500 e 125.000 euro) ricevendo in cambio l’omessa vigilanza edilizia da parte dei soggetti che avrebbero dovuto controllare le opere realizzate nelle sue ville. (ANSA)

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