Corte dei Conti: allarme frodi agricole in Ue

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Il fenomeno delle irregolarità e delle frodi agricole a danno del bilancio Ue desta allarme. E’ quanto segnala la Corte dei Conti, nel sottolineare che, al riguardo, nel 2011 si è registrato un rilevante incremento degli importi da recuperare (382,6 mln, il 94,4% ascrivibili ai Fondi strutturali e il 5,6% ai Fondi agricoli). I programmi più interessati da irregolarità e frodi sono quelli regionali (incidono per il 94,7% sugli importi complessivi). Il 92,9% riguarda le Regioni del Sud.
Nella ‘black list’ delle regioni che hanno commesso irregolarità e frodi in agricoltura a danno del bilancio Ue in testa – osserva la Corte dei Conti -c’é la Sicilia con 153,5 milioni di euro, poi Calabria con 91,5 milioni di euro, Puglia con 76,2 milioni di euro e Campania con 14,3 milioni di euro. Ma non sono esenti da tale fenomeno anche altre Regioni (Liguria con 9,8 milioni di euro; Lazio con 4,2 milioni di euro; Piemonte con 2,4 milioni di euro; altre Regioni con importi al di sotto del milione di euro). Il fenomeno desta allarme – osserva la Sezione di controllo per gli affari comunitari e internazionali della Corte dei Conti nella sua relazione annuale al Parlamento – anche in considerazione del fatto che, tra i sistemi utilizzati, è frequente la mancata realizzazione delle attività finanziate, soprattutto nel settore dei contributi pubblici. Tale condotta, oltre ad essere strumentale all’illecita distrazione dei fondi concessi, danneggia le finalità specifiche dei contributi, che attengono alla riqualificazione professionale dei lavoratori ed allo sviluppo delle attività imprenditoriali e vanifica l’obiettivo di incentivare la crescita nei settori e nelle aree interessate. La corte dei Conti di sofferma anche sul tema delle quote latte, osservando che appare confortante l’assenza di prelievi supplementari nel settore lattiero-caseario, non essendo stata superata la quota di produzione assegnata all’Italia. Resta peraltro tuttora irrisolto l’annoso problema del recupero presso i produttori delle somme già versate dallo Stato all’Unione europea; problema, questo, la cui soluzione potrà trovare impulso dalla definizione dei compiti al riguardo assegnati all’Agenzia per le erogazioni in agricoltura/Agea, nonché ad Equitalia.

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