Corte di Giustizia Ue: troppa trasparenza sui beneficiari degli aiuti

Va troppo lontano, rischiando di superare quelli che sono i limiti della privacy, la normativa europea che pone agli Stati membri l’obbligo di pubblicare le informazioni relative ai beneficiari di fondi europei agricoli e per lo sviluppo rurale. E’ quanto sostiene, con una sentenza pubblicata a Lussemburgo, la Corte di giustizia dell’Ue ritenendo ”parzialmente invalida” quella normativa, quando si riferisce ”all’obbligo di pubblicare i nominativi delle persone fisiche beneficiari degli aiuti, o ancora gli importi precisi che essi percepiscono”. Per i giudici si tratta di ”una misura sproporzionata rispetto all’obiettivo della trasparenza”. Insomma, sia che si tratti della regina d’Olanda, nel caso fosse beneficiaria di aiuti agricoli, fino al piu’ piccolo dei produttori greci, i giuridici europei ritengono che vada salvaguardata la loro privacy. Diversa invece la situazione se il beneficiario dei contributi agricoli fosse una societa’. Sono stati infatti due agricoltori tedeschi a sollevare il problema circa la riservatezza dei dati personali davanti ai Tribunali tedeschi che a loro volta si sono rivolti ai giudici europei. Nella sentenza, la Corte rileva ”che il rispetto del diritto alla vita privata nei confronti del trattamento dei dati personali, riconosciuto dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Ue, si riferisce a qualsiasi informazione riguardante una persona fisica”. Inoltre, osserva che la pubblicazione su un sito Internet dei dati nominativi di quei beneficiari, ”costituisce una lesione del loro diritto al rispetto della vita privata in generale e alla protezione dei loro dati personali, in particolare”. La Corte conclude quindi che cosi’ facendo ”il Consiglio e la Commissione hanno superato i limiti imposti dal rispetto del principio di proporzionalita”’. La sentenza non sara’ retroattiva. Roger White, portavoce del commissario Ue all’agricoltura Dacian Ciolos, ha annunciato che ”la Commissione prendera’ le disposizioni appropriate”. Bruxelles, pur considerando importante il principio della trasparenza ritiene che sia il caso ”di conciliare l’obiettivo dell’informazione e della trasparenza con il diritto alla protezione dei dati personali”. (ANSA).

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