Costi di produzione in salita. Cia, il caro-gasolio peserà fino a 5 mila euro in più


A febbraio i prezzi alla produzione agricola cedono lo 0,9 per cento su base mensile ma l’incremento del 21 per cento tendenziale non solo non permette alle imprese di recuperare i crolli pesanti degli anni scorsi ma e’ ‘gonfiato’ dai rincari su scala mondiale delle commodity. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, in merito ai dati Istat sui prezzi alla produzione dell’industria. Nel mese di febbraio infatti – sottolinea la Cia – i costi di produzione in agricoltura segnano rincari record del 19,3 per cento per i mangimi e del 6,5 per cento per i carburanti. Per le imprese si tratta di una spesa insostenibile, visto che il gasolio e’ ‘re’ nel settore: non solo e’ necessario per il riscaldamento di serre e stalle ma per l’alimentazione dei mezzi meccanici, a partire dai trattori. Proprio l’andamento del greggio condiziona anche i prezzi dei concimi, che a febbraio salgono del 5,7 per cento -continua la Cia- e in generale il trend dei prodotti energetici, in rialzo del 3,4 per cento su base annua. Secondo le prime stime del centro studi della Cia, se le quotazioni del Brent restassero in linea con quelle attuali, e in piu’ la Bce confermasse la decisione di rialzare i tassi d’interesse da aprile, l’aggravio complessivo di costi per il settore primario giungerebbe nella media del 2011 a quota 2 miliardi di euro. Cio’ significa che ogni azienda agricola dovra’ sborsare dai 3 mila ai 5 mila euro in piu’ in un anno solo per gli effetti del ”boom” del gasolio. ”Serve reintrodurre immediatamente ”l’accisa zero” sui carburanti – conclude la Cia – cancellata nel novembre 2009 e mai piu’ inserita, nonostante le promesse del governo”.

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