Cresce di circa il 5% il valore delle produzioni agricole in Emilia-Romagna.

In crescita di oltre il 5% il valore della produzione agricola in Emilia-Romagna che si attesta intorno ai 4 miliardi di euro. E’ quanto emerge dai primi dati previsionali sull’annata agraria 2010 appena conclusa, che evidenziano un importante segno di ripresa. “Dopo un 2009 da dimenticare – ha dichiarato l’assessore regionale all’agricoltura, Tiberio Rabboni – le stime evidenziano una prima, positiva, inversione di tendenza. L’agricoltura regionale ha saputo reagire alle difficoltà del biennio precedente rafforzando la propria competitività, organizzazione ed internazionalizzazione. Particolarmente significativo è il dato dell’export agroalimentare, in particolare dei prodotti di qualità, che ha contribuito a compensare, a livello regionale, il rallentamento dell’export di altri settori produttivi e la sostanziale stabilità del mercato interno”. “L’agricoltura – ha concluso Rabboni – accelera e contribuisce in modo significativo alla ‘ripresina’ in atto a livello regionale e nazionale. Tuttavia permane ed, in alcuni casi si accentua, il divario tra i costi di produzione e i ricavi delle imprese agricole. La redditività del settore continua ad essere estremamente bassa. Per questo lo sforzo in atto va sostenuto da una seria ed adeguata politica nazionale a partire dalla finanziaria dello Stato per il 2011 che al momento è decisamente al di sotto delle benché minime aspettative.”.
Analizzando i contributi dei diversi comparti spicca il dato particolarmente positivo dei cereali, che hanno registrato un aumento dei ricavi di oltre il 30% su base annua, per il forte innalzamento delle quotazioni medie di mercato di frumento tenero e mais.
In netta ripresa risultano anche le colture industriali (+8% circa). Il risultato è la conseguenza del vero e proprio exploit che ha interessato la soia, grazie al contemporaneo aumento di prezzi e produzioni.
L’andamento del settore ortofrutticolo è stato condizionato dalla situazione meteorologica anomala del periodo primaverile-estivo, che, oltre ad un ritardo delle epoche di raccolta, ha determinato una generale contrazione delle quantità. Nonostante questo, il positivo andamento dei prezzi di mercato di pere, mele, pesche e nettarine ha portato ad un incremento dei ricavi complessivi stimabile superiore al 12%. Al contrario, è risultato negativo (-5% circa) il saldo del comparto degli ortaggi, su cui ha pesato soprattutto la flessione del valore della produzione del pomodoro da industria. I dati relativi alla produzione di vino evidenziano una flessione dei quantitativi attorno al 5% nei confronti della campagna precedente. Per quanto riguarda gli andamenti di mercato, pur essendo ancora prematuro formulare delle previsioni completamente attendibili, si può ipotizzare un aumento dei prezzi medi di circa il 5%, che mantiene il valore complessivo della produzione di vino pressoché invariato sui medesimi livelli dell’anno precedente.
Risulta sostanzialmente stabile anche il settore degli allevamenti, nonostante il permanere di difficoltà nell’ambito delle carni (bovini, suini ed avicunicoli). Il merito di questa tenuta è da attribuire, in larga misura, al previsto buon andamento dei prezzi medi di liquidazione del latte, trainati dalla decisa crescita delle quotazioni – in corso ormai da circa un anno – del formaggio Parmigiano-Reggiano.

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