Cresce l’occupazione nel mondo del vino

La crisi non sembra impattare sull’occupazione del mondo del vino. Alla ‘prima’ del Vinitaly, edizione 2010, prevalgono i segnali di ottimismo ed emerge che, negli ultimi anni, vi e’ stato un vero un proprio boom di aspiranti enologi. In dieci anni poi, secondo uno studio della Coldiretti, c’e’ stato un incremento del 50% a livello occupazionale nel settore, tanto che nel vino ‘Made in Italy’ oggi trovano opportunita’ di lavoro 1,2 milioni di persone, ed ogni grappolo raccolto e’ in grado di attivare ben 18 diversi settori. Ma crescono soprattutto gli enologi. Negli ultimi 5 anni, spiegano da Citta’ del Vino, le iscrizioni alle scuole enologiche hanno toccato quota +86%, con oltre 650 studenti registrati ai corsi di studi (80% italiani, 20% stranieri), tra cui piu’ di 120 specializzandi in viticoltura ed enologia. Un contributo importante del vino all’occupazione proviene dai comparti collegati agli accessori, che nel nostro Paese generano un giro di affari di 2,6 miliardi di euro, con l’Italia che detiene il primato nell’uso dei tappi di sughero (1,5 miliardi di pezzi). Sono pero’ le attivita’ legate all’indotto meno tradizionali ad avere spuntato una vera esplosione negli ultimi dieci anni, con la nascita del fenomeno dell’enoturismo che solo nel 2009 ha realizzato un fatturato di 1,8 miliardi di euro, ‘muovendo’ sei milioni di turisti con un incremento del 20 per cento. Ma dalla rassegna scaligera arriva anche il segnale che il vino italiano ha retto alla prova della ‘grande crisi’ del 2009. Secondo una ricerca di mercato realizzata su un panel di 360 cantine, da Axiter-Confcommercio assieme all’istituto Unicab, il 36,3% del campione ha registrato nel 2009 un aumento del proprio fatturato, mentre per il 30,8% e’ rimasto stabile. Meno di un terzo (30,8%) sono invece le aziende vitivinicole che hanno visto peggiorare la propria situazione. La crescita di fatturato e’ stata fino al 5% per il 47,2% di coloro che hanno dichiarato l’aumento, tra il 5 e il 10% per il 35,8% e addirittura oltre il 10% per il 17 per cento. A dare una spinta ai conti delle aziende probabilmente anche gli acquisti direttamente in cantina: gli italiani hanno speso lo scorso anno 1,2 miliardi di euro, con un incremento del 4% sul 2008. L’acquisto diretto di vino si concentra, soprattutto, nel Nord-ovest, dove si trovano il 45,2% delle aziende che lo commercializzano direttamente. Nella classifica delle regioni la parte del leone la fa la Toscana, con oltre 4.800 produttori (il 22% del totale nazionale). Vengono poi Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna e Sicilia. Intanto, tra le curiosita’, fa il suo esordio al Vinitaly la piu’ piccola Doc d’Italia. E’ il Vin santo di Vigoleno prodotta nel territorio della provincia di Piacenza, e conta appena 3.000 mini bottiglie da 0,375 litri, per una produzione annua di 1.200 litri ottenuti da soli 5 ettari di vigneti. (ANSA)

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