Crisantemi al cimitero: nel mondo e’ il fiore della felicita’

Saranno spesi circa 300 milioni di euro per l’acquisti di piante e fiori da portare al cimitero come dono ai defunti in occasione della giornata dedicata alla commemorazione dei defunti, sottolineando che il crisantemo
è sempre stato il fiore di questa occasione. Per mantenere vivo il ricordo più a lungo si consiglia di cambiare l’acqua nei vasi ogni due o tre giorni e di tagliare il gambo dei fiori cogliendo, se possibile, l’occasione di
ripetere la visita di commemorazione. Cosi a margine dell’incontro tenuto questa mattina tra il Rappresentante della Consulta Nazionale dell’Agricoltura, Rosario Lopa, con alcuni operatori del comparto. Contro i rincari dei crisantemi, le istituzioni vigilino sul controllo dei prezzi. Perché aspettare il 2 novembre per andare al cimitero a farsi spennare dai soliti furbi? non sarebbe meglio andarci un po’ prima o un po’ dopo, e magari un
po’ più spesso? Per i crisantemi, fiori fortemente legati alla ricorrenza dei defunti del 2 novembre, è ingiustificato ogni rincaro ed è giusto segnalare le speculazioni del 2 novembre, evidenziando come il
crisantemo, in alcuni casi, ha raggiunto al consumo cifre elevate e non certo rispondenti alla realtà. L’esponente dell’Agricoltura , sottolinea che per i crisantemi standard i prezzi variano da 0,50- 0,80 euro per i
singoli steli, mentre per le varietà più pregiate, come i Turner, si va da 2,20 a 2,50 euro. E’ auspicabile, che i consumatori facciano, per il futuro, acquisti consapevoli, cercando di evitare quegli speculatori che
approfittano della commemorazione dei defunti è garantire i commercianti onesti. In Italia il crisantemo nelle sue diverse forme (pon pon, a dalia, a fiore grande, ad anemone, a margherita e spider) e colori (giallo,
bianco, fucsia) è coltivato in diverse aree del Paese, e tra le regioni di maggior produzione c’è anche la Campania. Il crisantemo o fiore d’oro (dal greco chryso’s (oro) e a’nthemon (fiore) viene coltivato in Cina ben cinque secoli prima di Cristo. In Europa, i primi crisantemi furono diffusi alla fine del 1700, prima in Francia, poi in Italia, e in Inghilterra. In principio era una vera rarità esotica, ma col tempo se ne diffuse la coltivazione casalinga. In Italia il crisantemo fiorisce alla fine di ottobre e proprio per la concomitanza della fioritura con la celebrazione dei defunti si è soliti attribuire a questo fiore un significato funesto. In realtà però il nome, che deriva dal greco, letteralmente significa fiore d’oro ed è quindi stato associato dalla tradizione a valenze assolutamente positive.Se in Italia il crisantemo ci ricorda soprattutto il giorno dei defunti, in Giappone è fiore nazionale, emblema araldico della famiglia imperiale e il principale ornamento floreale utilizzato per la celebrazione delle nozze: la sua bellezza viene celebrata ogni anno dall’Imperatore che, in occasione della fioritura, apre al pubblico i giardini della Reggia, presentando le più recenti varietà a tutti gli invitati. In molti Paesi è il simbolo della vita, della forza d’animo e della pace. In Corea e in Cina è il fiore dei festeggiamenti come matrimoni e compleanni. Il significato che il Mondo Orientale è solito attribuire al crisantemo è dunque quello di vita e felicità.

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