Crisi 500.000 in Emilia Romagna tra pentole vasetti per fare conserve

marmellataSono circa 500 mila gli emiliano romagnoli che quest’autunno, al rientro delle vacanze si sono messi al lavoro tra pentole e vasetti per preparare conserve fatte in casa e garantirsi una alimentazione più genuina e naturale, ridurre gli sprechi e risparmiare nel temo della crisi. È la stima di Coldiretti Emilia Romagna che, a Carpi (Mo), ha organizzato in collaborazione con fondazione Campagna Amica un corso sulle più efficienti tecniche di trasformazione e conservazione degli alimenti per le imprese agricole multifunzionali iscritte alla fondazione.
Quest’anno per effetto dei ritardi nella maturazione – sottolinea la Coldiretti Emilia Romagna – si sono concentrate in autunno le operazioni delle famiglie emiliano romagnole ai fornelli per trasformare la frutta in marmellate, succhi e sciroppati, gli ortaggi in gustosi sott’oli e sott’aceti e il pomodoro in passate, pelati o pezzettoni.
Il ritorno di comportamenti virtuosi, come la preparazione delle conserve in casa, è forse l’unico aspetto positivo della crisi a tavola. Già da alcuni anni si assiste infatti al ritorno all’autoproduzione di alcuni cibi secondo una tradizione del passato che – precisa Coldiretti Emilia Romagna – sembrava destinata a perdersi ed è invece tornata di grande attualità di fronte ai ripetuti scandali alimentari e all’esigenza di ottimizzare i bilanci familiari.
Rispetto al passato – continua Coldiretti Emilia Romagna – nelle famiglie una maggiore attenzione viene riservata alla scelta delle materie prima che spesso vengono acquistate direttamente dai produttori agricoli in azienda, nelle botteghe o nei mercati di Campagna Amica.
C’è anche chi, non avendo tempo o disponibilità di locali per preparare le conserve in casa, si rivolge comunque alle aziende di Campagna Amica per avere conserve genuine con le tecniche casalinghe, realizzate con frutta e ortaggi di stagione provenienti dalle aziende del territorio. Si tratta di un valore aggiunto, oltre che in termini di genuinità, anche in termini di sicurezza in quanto l’Italia ha conquistato il primato in Europa e nel mondo della sicurezza alimentare con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici oltre il limite (0,4 per cento) che sono risultati peraltro inferiori di quasi quattro volte a quelli della media europea (1,5 per cento di irregolarità) e addirittura di circa 20 volte a quelli extracomunitari (7,9 per cento di irregolarità). Nei prodotti industriali invece – ricorda Coldiretti Emilia Romagna – non è obbligatorio indicare in etichetta la provenienza della materie prima agricola ed è facile mettere inconsapevolmente nel carrello della spesa marmellate con frutta proveniente dall’Europa dell’est, sott’oli africani o concentrato di pomodoro cinese.
Proprio per valorizzare il Made in Italy dal campo al vasetto è nata la collaborazione tra le aziende Angelo Po di Carpi (Mo) e Nilma di Parma, che hanno messo a disposizione le loro attrezzature, e Coldiretti/Fondazione Campagna Amica, che con i propri esperti di sicurezza alimentare ed etichettatura ha fornito tutte le informazioni necessarie per perfezionare le tecniche di lavorazione trasformazione e conservazione dei prodotti alimentari.
La preparazione più radicata nella tradizione dei consumatori non solo emiliano romagnoli, ma italiani in generale – ricorda Coldiretti Emilia Romagna – è quella della trasformazione del pomodoro per fare la conserva da utilizzare nei sughi e nel ragù. Non meno diffusi sono i sott’oli cioè ortaggi di stagione come zucchine e melanzane. Immancabili poi tra le conserve fatte in casa sono le marmellate che consentono di utilizzare anche frutta molto matura che, proprio per tale motivo – ricorda Coldiretti – si può acquistare a cassette a prezzi convenienti, contribuendo ad evitare sprechi che nel tempo della crisi la maggioranza dei cittadini si è impegnata a ridurre.

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