Crisi: 68% delle famiglie europee ha tagliato le proteine. Indagine SWG

filetto ricettaLa crisi economica ha cambiato, in peggio, la dieta delle famiglie europee.
A rivelarlo sono i risultati di un’indagine SWG sul tema dell’accesso al cibo nei Paesi Europei, commissionata dal Movimento Enough di Elanco e svolta su un campione di 2000 individui, rappresentativo della popolazione nazionale di Italia, Germania, Francia e UK.
Dalla ricerca, infatti, emerge che – a livello di percezione generale sulle proprie abitudini alimentari e su quelle dei propri concittadini – circa il 50% degli intervistati ammette di non avere una dieta equilibrata.

In particolare, tra gli alimenti più spesso assenti dalle diete, o consumati meno di una volta a settimana, spiccano le carni (di vitello e di manzo, soprattutto, seguite da quella di maiale) e il pesce. “Si tratta di una carenza non legata solo a scelte e preferenze individuali, ma dettata soprattutto da ragioni economiche” – commenta il Dott. Maurizio Pessato, Presidente SWG – Le criticità maggiori si osservano in Italia e Francia: in Italia, dove la crisi economica è stata più forte, la percezione è che si siano ridotti tutti i consumi di carne, con un picco sulle carni di vitello (79%, in Francia 62%) e di manzo (78%, in Francia 68%)”.

In particolare, tra gli alimenti più spesso assenti dalle diete, o consumati meno di una volta a settimana, spiccano le carni (di vitello e di manzo, soprattutto, seguite da quella di maiale) e il pesce. “Si tratta di una carenza non legata solo a scelte e preferenze individuali, ma dettata soprattutto da ragioni economiche” – commenta il Dott. Maurizio Pessato, Presidente SWG – Le criticità maggiori si osservano in Italia e Francia: in Italia, dove la crisi economica è stata più forte, la percezione è che si siano ridotti tutti i consumi di carne, con un picco sulle carni di vitello (79%, in Francia 62%) e di manzo (78%, in Francia 68%)”.

In tutti i Paesi coinvolti nella rilevazione, la maggior parte degli intervistati ritiene, in generale, che i comportamenti di consumo alimentare siano profondamente cambiati, con una ridefinizione delle diete con l’uscita degli alimenti più costosi. Per gli intervistati il tema dell’accesso al cibo e della sostenibilità alimentare sono una questione seria, i cui effetti non sono solo in proiezione futura, ma già ben evidenti allo stato attuale: una convinzione ancora più forte in Italia, dove riguarda l’84% degli intervistati.

L’analisi SWG ha rilevato nelle opinioni dei cittadini due strade percorribili e complementari, che si muovono tra il piano individuale e quello globale. Se riduzione dello spreco di cibo e realizzazione di azioni educative sono tra le priorità di intervento maggiormente condivise, si riscontra una condivisione anche sul fronte dell’innovazione tecnologica e del commercio. Complessivamente due intervistati su 3 sono favorevoli a un maggiore investimento in ricerca e tecnologia, per ridurre il problema della sostenibilità alimentare, migliorando l’efficacia delle produzioni agricole e dell’allevamento.

L’impatto di questo cambiamento nei consumi e nelle abitudini alimentari sulla salute dei cittadini europei è già evidente, soprattutto se si considera l’obesità come conseguenza della malnutrizione.
In Europa, dagli anni 80, il tasso di obesità è triplicato e la percentuale di bambini italiani obesi, o in sovrappeso, si attesta intorno al 35%. La situazione è allarmante anche in termini di costi, se si pensa che ogni anno quasi tre milioni di cittadini europei muoiono a causa di malattie dovute a uno stato di sovrappeso; con un aumento considerevole di malattie croniche (ad es. diabete, ipertensione e cardiopatie), legate anche all’alimentazione, cui viene destinato il 7% dei budget sanitari nazionali.

E’ in questo scenario complesso di accesso al cibo e malnutrizione, diffuso non solo nei Paesi in via di sviluppo ma anche in Europa, che si introduce il Movimento ENOUGH, ponendo l’accento sulla necessità di difendere il diritto all’accesso e alla scelta in tema di alimentazione. L’iniziativa, promossa da Elanco, azienda leader mondiale del settore dell’animal health, promuove una battaglia a favore della sicurezza alimentare con l’intento di far sì che le persone in ogni angolo del mondo possano seguire un’alimentazione adeguata, ricca di proteine, sia oggi sia nei decenni a venire.

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