Crisi: Cia, in dieci anni perse 500 mila aziende

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La crisi investe anche l’agricoltura, con due aziende su tre ‘strozzate’ dai costi. Uno scenario da profondo rosso che non risparmia alcun comparto, dai cereali all’olio, dall’ortofrutta alla zootecnia. A denunciarlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori, che, commentando i dati diffusi oggi dall’Istat, rinnova al nuovo Governo la richiesta di un “cambio di rotta” nei confronti del primario. “Il Pil – spiega il presidente Cia Giuseppe Politi – è destinato a scendere anche nel 2013 e per l’agricoltura non si annuncia uno scenario roseo, dopo il crollo registrato nel 2012. Mentre cresce la disoccupazione e i consumi delle famiglie, a cominciare da quelli alimentari, vanno ancora a picco”. Da qui la richiesta di interventi immediati per superare una crisi che ha intaccato profondamente il sistema imprenditoriale agricolo: negli ultimi 10 anni, ricorda la Cia, oltre 500mila aziende hanno cessato l’attività, 13mila solo nel primo semestre di quest’anno. Senza interventi realmente propulsivi, avverte l’organizzazione, nei prossimi 4-5 anni potrebbero chiudere altre 250mila aziende. “Per tale motivo – conclude Politi- rinnoviamo il nostro appello al presidente del Consiglio e al neo-ministro delle Politiche agricole Nunzia De Girolamo affinché sui temi agricoli si apra subito un serrato confronto, in maniera da individuare le direttrici migliori per assicurare un futuro di certezze alle tante aziende che operano in affanno”.

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